Ristorante T.A.A.F.

Entries categorized as ‘ristoranti’

Il Ristorante TAAF è APERTO TUTTO L’ANNO!!!!

Ottobre 11, 2007 · Nessun Commento

………E vi aspetta con la Cucina Romana In Riva al mare,niente male eh…!!!

mare-inverno.jpg

neon1.jpg

Categorie: Blogroll · bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca

V-DAY

Settembre 23, 2007 · Nessun Commento

Categorie: Blogroll · bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca

Beppe Grillo

Settembre 10, 2007 · Nessun Commento

Categorie: bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca · torvaianica

V-day

Settembre 10, 2007 · Nessun Commento

Categorie: bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca · torvaianica

L’angolo dell’arte

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

Un Omaggio al Grande Maestro Luciano Pavarotti

luciano-pavarotti1.jpg

Luciano Pavarotti, la voce del mondo

Il tenore si è spento questa mattina alle 5 nella sua villa
Stasera la camera ardente, sabato i funerali nella cattedrale di Modena

MODENA (6 settembre) - Il mondo piange la morte di Luciano Pavarotti. Il tenore, 71 anni, malato di tumore al pancreas, da molti considerato il più grande della sua generazione, si è spento stamani intorno alle 5 nella villa di Santa Maria del Mugnano, vicino a Modena, dopo che nella notte le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate. La camera ardente verrà allestita da stasera alle 20 nel duomo di Modena, dove sabato alle 15 si celebreranno i funerali.

Lutto in tutto il mondo. La notiza della morte di Pavarotti ha fatto subito il giro del pianeta, è rimbalzata su tv e siti internet ovunque e messaggi di cordoglio sono arrivati da ogni parte del mondo. A New York il sipario del Metropolitan, dove Big Luciano aveva debuttato nel 1968 nella Boheme e poi cantato in 378 serate, si è listato a lutto per un artista «la cui voce d’oro durerà quanto il teatro». La Scala di Milano, dove aveva recitato 140 volte, piange «la scomparsa di uno dei grandi tenori della sua famiglia». A Londra la banda delle Guardie reali oggi pomeriggio ha suonato “Nessun Dorma” durante la cerimonia del cambio della guardia a Buckingham Palace per rendergli omaggio. L’aria della Turandot di Puccini è stata applaudita dalle centinaia di persone che si trovavano davanti al palazzo della regina Elisabetta.

La lunga battaglia contro il tumore. Pavarotti è stato sconfitto dal male dopo una lunga battaglia. Il tenore - che ha avuto vicino fino all’ultimo la moglie Nicoletta Manotovani, la figlioletta Alice e le figlie Lorenza, Cristina e Giuliana avute dalla prima unione con Adua Veroni, si è spento nella sua casa nelle campagne alle porte di Modena, dove era tornato il 25 agosto dopo aver passato 18 giorni nel centro oncologico del Policlinico della città emiliana. Big Luciano era stato ricoverato in ospedale per combattere una febbre alta e problemi polmonari che lo avevano colpito mentre era in vacanza nella sua villa sulle colline di Pesaro.

Da due giorni circolavano voci di un peggioramento delle sue condizioni di salute. Poi mercoledì sera, secondo indiscrezioni, il tenore ha perso conoscenza e stamani è morto. I sanitari che lo seguivano si sono attenuti fino all’ultimo alla consegna del silenzio e alla tutela della privacy voluta dalla famiglia. L’annuncio della morte è stato dato infatti stamani dal manager del tenore, Terry Robson, con un comunicato ufficiale.

Ottimista fino all’ultimo. «Penso che una vita per la musica sia un’esistenza spesa meravigliosamente ed è questo a cui ho dedicato la mia vita». Queste le parole di Pavarotti riportate dal manager del tenore nel comunicato diffuso stamani. Pavarotti «è rimasto ottimista e fiducioso sul fatto di sconfiggere la malattia e determinato a ritornare sul palcoscenico per completare il suo Worldwide Farewell Tour che aveva dovuto lasciare a metà a New York, nel luglio 2006, a causa della sua malattia». «Il Maestro ha combattuto una lunga, dura battaglia contro il tumore» che infine ha prevalso, ma fino all’ultimo, così come aveva vissuto e lavorato, è rimasto ottimista, ha fatto sapere ancora Robson. Lungo tutta la sua malattia, è stato sostenuto, riferisce ancora il manager, dalla «devozione e dall’amore» della moglie Nicoletta e dalla figlia Alice.

Il medico: cosciente e sereno - «Luciano Pavarotti è sempre stato molto cosciente della situazione, ha sempre cercato di combattere questa malattia ed è stato molto, molto presente e cosciente di quello che succedeva, ma molto sereno». Il dottor Antonio Frassoldati, componente dell’equipe del dipartimento di oncologia del Policlinico modenese che ha assistito il tenore descrive così a SkyTg24 le ultime ore di vita del cantante. «Abbiamo seguito Pavarotti con l’assistenza domiciliare anche negli ultimi giorni, poi le condizioni si sono progressivamente aggravate, fino a questa mattina», ha aggiunto il medico, confermando che l’artista era attorniato nella sua villa modenese dai familiari, «che lo hanno seguito con estrema attenzione fino alla fine. Sia Nicoletta che le figlie gli sono sempre state vicine». «Di Pavarotti - ha detto ancora Frassoldati - mi ha colpito il suo carattere, la sua voglia di vivere e di essere sempre presente in tutte le decisioni».

Due giorni fa il saluto in dialetto. «Anca me», ovvero «anch’io» in dialetto modenese. Due giorni fa Pavarotti ha risposto così al sindaco Pighi che è andato a trovarlo e lo ha salutato dicendogli di essere contento di vederlo a casa dopo la degenza di agosto in ospedale. «Questo suo grande spirito, il suo vocione, la sua tempra facevano pensare a tempi più lunghi - ha detto il sindaco, arrivato alla villa di Santa Maria del Mugnano verso le 10 - Nicoletta mi ha raccontato che il giorno prima si era anche voluto alzare da letto per il pranzo. Ho visto anche la bimba, che Nicoletta ha chiamato a salutare l’ospite: “vieni Alice, c’è il sindaco”. Le ho portato anche un piccolo regalo e la bambina l’ha scartato davanti a me. Mi sembra che sia stata coinvolta in modo intelligente. E Nicoletta è forte». Pighi è tornato poi stamani nella villa di Pavarotti per portare alla famiglia il cordoglio della città. Nella casa, ha detto Pighi, «la figura di Pavarotti si impone come si imponeva sulla scena».

L’ultima apparizione di Big Luciano. Per Pavarotti l’ultima apparizione con il pubblico era stato il “Nessun dorma”, cantato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali a Torino nel febbraio dello scorso anno, mentre il suo ultimo concerto si è svolto a Taipei nel dicembre 2005. Due anni fa il Maestro aveva avviato un’Accademia per giovani talenti a Modena, seguendo personalmente un piccolo gruppo di studenti. E fino a poche settimane prima della sua morte, ha passato molte ore ogni giorno insegnando ai suo allievi nella villa estiva di Pesaro. Aveva anche programmato - ha detto ancora Robson - di registrare una raccolta completa di canzoni sacre e di rivelare gli sviluppi finali del Pavarotti International Voice Competition.

Il ricovero l’8 agosto scorso. Le condizioni di Big Luciano, che il 12 ottobre avrebbe compiuto 72 anni, erano peggiorate il mese scorso e l’8 agosto era stato ricoverato nel reparto di oncologia del policlinico di Modena con difficoltà respiratorie e febbre alta. Il tenore era rimasto in ospedale per oltre due settimane e poi era tornato a casa a Modena. Poi ieri le sue condizioni di salute si sono di nuovo aggravate. Il tenore era stato operato per tumore al pancreas l’anno scorso a New York. Pavarotti, secondo quanto era trapelato all’esterno, era rimasto sereno anche durante la degenza del mese scorso all’ospedale. I medici - si era detto - avevano dato l’ok alle sue dimissioni già poco prima di Ferragosto, ma era stato lo
stesso tenore a voler rimanere per alcuni altri giorni nel reparto, dove si sentiva più tranquillo e controllato. Alle 6 del mattino di sabato 25 agosto, poi, nella massima privacy, l’ultimo viaggio verso casa.

Proprio due giorni fa il ministro della Cultura, Francesco Rutelli, aveva annunciato l’assegnazione a Pavarotti del Premio per l’eccellenza nella cultura e aveva ricordato la grande battaglia che Big Luciano stava combattendo contro la malattia «con la stessa determinazione con cui si è affermato nel mondo in una carriera formidabile».

Categorie: bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca

Il Ricetaafolo

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

Ricetta Calamarata
 
Ingredienti

350 g calamarata (pasta tipica di Gragnano ) 3 calamari freschi di media grandezza 5 acciughe di Cetara 3 pomodori rossi tondi maturi di media grandezza 1 pugno di origano una piccola noce di burro 1 dl di olio extra vergine d’oliva 3 spicchi d’aglio mezzo bicchiere di vino bianco (consigliato il Fiano di Avellino)

 
Preparazione

pulire bene i calamari sotto acqua corrente fredda. Eviscerarli, separando i tentacoli e le aluzze dal corpo, avendo cura di eliminare anche la pellicina chiara. Tagliuzzare le aluzze ed i tentacolini e tenerli in una ciotola irrorati da un filino di olio extravergine di oliva. In un piccolo padellino mettiamo la noce di burro e le acciughe e teniamo sul fuoco a fiamma lentissima. Quando il burro, fondendosi, si è amalgamato,sminuzziamo le acciughe con un cucchiaio di legno, quindi versiamo il contenuto della ciotola contenente i tentacoli e mescoliamo dolcemente per circa 5 minuti. Spegnere la fiamma. In una padella grande mettiamo a soffriggere gli spicchi d’aglio con l’olio e quando sono imbionditi, li togliamo dalla padella ed aggiungiamo i pomodori fatti a tocchetti precedentemente sbollentati e privi della pelle e dei semi. Aggiungiamo i calamari tagliati a striscie sottili e larghi circa un dito. Lasciamo cuocere a fiamma moderata per circa 10 minuti, avendo cura di controllare che i calamari si cuociano senza bruciacchiare, quindi versiamo il mezzo bicchiere di vino alzando la fiamma al massimo. Dopo poco portiamo la fiamma al minimo e chiudiamo la padella con un coperchio. Dopo un paio di minuti aggiungiamo il contenuto della padellina nella quale ci sono le acciughe ed i tentacolini e, dopo ancora un minutino circa, spegnere e spruzzare con l’origano. Nella pentola con l’acqua bollente, immergiamo la calamarata e saliamo. Occhio alla cottura, in genere 10 minuti sono sufficienti, ma controllate assaggiando. Scolate la pasta al dente quindi la versiamo nella padellona e mescolate.

Categorie: bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca

Il Bar dello Sport

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

0jo2is1r-346x212.jpg

Donadoni: “Vincere a Kiev”

Il c.t. azzurro il giorno dopo lo 0-0 di Italia-Francia: “I ragazzi hanno dato il massimo. Ora andiamo in Ucraina per fare risultato”. Gattuso squalificato, Pirlo in forse, Toni a casa: “Ho tanti uomini a disposizione”

MILANELLO (Varese), 9 settembre 2007 - Quarantaquattro anni oggi. Roberto Donadoni li festeggia con il “pareggino” di San Siro. Frutto di una prestazione deludente, perché la condizione fisica non poteva permettere di più. Il regalo migliore? Probabilmente il pareggio all’ultimo minuto della Georgia con l’Ucraina.

TUTTO DA DECIDERE - Il giorno dopo, il commissario tecnico della Nazionale ribadisce concetti già espressi a Coverciano, ed evitando abilmente le critiche, azzera il passato e guarda avanti. Frasi a metà: “Nulla è deciso”…”I ragazzi hanno espresso il massimo”…”Non ho rimpianti”. Adesso bisogna pensare solo a Kiev, perché “è inutile fare discorsi a ritroso”. Analisi da interpretare; anzi, da tradurre. “Non cambia nulla nella misura in cui dobbiamo affrontare altre partite”,

PREPARAZIONE E CAMPIONATO - “L’Ucraina? Partita difficile”, sottolinea Donadoni. Il problema è sempre lo stesso: “Tutto è dettato da una preparazione che non è al meglio”. Ecco quindi tornare alla ribalta la decisione della Lega di far partire il campionato il 26 agosto; un po’ in ritardo rispetto alle aspettative del tecnico azzurro. Ma lui preferisce chiudere il discorso.

VALUTAZIONI - Pesa semmai il bollettino medico che non promette nulla di buono. “Gattuso è squalificato. Pirlo ha riportato una botta a un polpaccio; De Rossi non è al meglio; Zambrotta deve smaltire qualche crampo di troppo”. Ma è ottimista il c.t.: “Sono problemi che si possono risolvere in un paio di giorni; tra l’altro ho tanti uomini a disposizione che mi garantiscono validi ricambi”.

VINCERE A KIEV - Torna sulla partita del Meazza: “Quando abbiamo alzato il baricentro abbiamo fatto bene, ma di fronte avevamo un grande avversario. E’ stato un match fra due squadre che si temevano; in certi casi si cerca di rischiare il meno possibile. Ma siamo riusciti a tenere testa alla Francia. Ora dobbiamo pensare di andare a Kiev e fare risultato, perché abbiamo la qualità per farlo”.

DEL PIERO - Si compiace quando viene apprezzato l’atteggiamento della difesa: “E pensare che era considerato il reparto più penalizzato”, sottolinea. Fa muro attorno ai suoi ragazzi. Il fischiatissimo Del Piero? Per Donadoni non è si può mettere in discussione la prestazione del bianconero: “Sì, ha fatto qualche errore; ci può stare, come gli altri, d’altronde. Da lui ci si aspettano dribbling e grandi gol, ma non è sempre possibile. Ha cercato di dare il meglio e il massimo che poteva”. E, con il consueto orgoglio, minimizza il distacco dai Bleus in classifica: “Se noi valutiamo l’andamento dell’Italia, ci mancano solo i due punti persi nell’esordio di Napoli contro la Lituania; meritavamo di vincere. Beh, ora saremmo a pari punti con la squadra di Domenech”.

TONI - Tabella punti per raggiungere l’obiettivo? “Sono troppo pigro per fare questi ragionamenti”. E, come di consueto, non lascia trapelare nulla sulle sue intenzioni a tre giorni dalla trasferta di Kiev, dove il gol potrebbe cambiare nuovamente l’orizzonte azzurro. E’ rammaricato per Luca Toni: “Sentiva sempre dolore; credo che salterà anche la prossima partita in Bundesliga”. E tal proposito non accetta di rispondere a chi gli chiede se l’assenza del bomber abbia pesato: “Ma perché devo fare queste valutazioni? Non è corretto nei confronti di chi è sceso in campo”. Si congeda sui fischi alla “Marsigliese”: “Non è stato un bell’esempio; neo da cancellare”. E si tuffa nell’allenamento. Una seduta per chi non ha giocato ieri sera; in attesa di conoscere le valutazioni dello staff medico.

Categorie: bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca

Beach Volley al TAAF

Agosto 2, 2007 · Nessun Commento

ILRistorante TAAF organizza ogni fine settimana un Torneo di Beach Volley Partecipate Ragazzi………Fai un Tuffo al TAAF

Categorie: bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca

Il Bar dello Sport

Luglio 26, 2007 · Nessun Commento

Chivu-Inter, questione di ore


C’è l’accordo tra Roma e la società nerazzurra: 15 milioni di euro, compresa la comproprietà di Andreolli, valutata 2 milioni e mezzo. In più un’amichevole il cui incasso sarà destinato interamente ai giallorossi. Manca solo l’ok definitivo

Cristian Chivu, 26 anni: ultime ore giallorosse? Tedeschi

Cristian Chivu, 26 anni: ultime ore giallorosse? Tedeschi

ROMA, 25 luglio 2007 - L’accordo c’è. Questione di ore. Sessanta minuti di colloquio tra Massimo Moratti e Rosella Sensi, al termine del quale Cristian Chivu non è ancora ufficialmente un giocatore dell’Inter. Moratti avrebbe offerto 15 milioni di euro, compresa la comproprietà di Andreolli (difensore classe 86), valutata 2 milioni e mezzo. Inoltre nell’accordo raggiunto ci sarebbe un’amichevole contro la Roma il cui incasso sarà destinato interamente ai giallorossi. L’ok ufficiale a questa proposta non è ancora arrivato, e Chivu è a Trigoria con i compagni.

L’INCONTRO - La serata è iniziata con Moratti che, atterrato a Ciampino con un aereo privato, ha dato poche indicazioni sulla trattativa: “È difficile una chiusura in serata a Villa Pacelli, non ci sono grosse novità. Per ora di ufficioso e di ufficiale non c’è niente”. Il presidente nerazzurro è arrivato nella capitale poco prima delle 18, poi si è dileguato nel traffico a bordo di un’auto con autista e lampeggiante. In un appartamento privato ha incontrato Rosella Sensi, un’ora circa di colloquio tra i due, poi Moratti è ripartito alla volta di Ciampino dove verso le 20.30 è decollato per tornare a Milano senza l’ufficialità della chiusura dell’accordo.

ORIZZONTE NERAZZURRO - In giornata l’amministratore delegato dell’Inter si era detto sicuro che la cosa si sarebbe chiusa entro giovedì. “Se l’operazione andrà in porto - ha detto uscendo dalla riunione che si è tenuta in lega - avverrà sicuramente prima della festa degli ottanta anni della Roma”. L’intento infatti era di evitare al difensore l’impatto con una probabile contestazione dei tifosi all’Olimpico, domani sera in occasione delle celebrazioni per l’ottantesimo compleanno del club e del presidente Sensi. Moratti prima di incontrare Rosella Sensi era stato chiaro su alcuni punti: “È difficile che ci sia una chiusura in serata, per ora di ufficiale e ufficioso non c’è nulla”. È probabile però che da domani sera l’orizzonte di Chivu sarà nerazzurro.

Categorie: bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca

L’Angolo del Sommelier

Luglio 20, 2007 · Nessun Commento


ENOGRAFIA ITALIANA
VENETO


 

Il Veneto ha oggi il primato della maggior produzione di vini DOC, nonostante questa sia appena 1/3 del totale regionale. Questi vini DOC giocano più sulla quantità che sulla qualità, nonostante la controtendenza nazionale. La regione si può riassumere in tre grandi aree:

  • VERONESE a ridosso del Lago Di Garda;
  • SOAVE, COLLI BERICI e COLLI EUGANEI tra Vicenza, Padova e Rovigo;
  • TREVIGIANO e PIAVE al confine con il Friuli.

I vini del Garda veronese risentono dell’influsso del lago poiché il clima è mitigato dalla presenza dell’acqua e sembra di essere in Toscana (presenza di limoni, ulivi, ecc.) invece che a ridosso delle montagne trentine. La provincia di Verona è caratterizzata principalmente dalla DOC BARDOLINO, con tutta una tipologia di vini che ben si sposa con la gastronomia del lago.
Il BARDOLINO SUPERIORE, nonostante la concorrenza di altri vini di pregio e merito, ha ottenuto nel 2001 la DOCG. Il BARDOLINO è prodotto con vitigni tipici di queste zone, ma in particolare sono presenti 3 vitigni autoctoni, in ordine di importanza e di percentuale di uvaggio:

  • CORVINA, che dà struttura con la sua buccia ed è una sorta di cugina del Teroldego e del Lagrein
  • RONDINELLA, dà colore
  • MOLINARA, porta con sé il bagaglio di lieviti necessari alla fermentazione. La principale caratteristica della molinara è infatti la notevole presenza di pruina, ed è analoga per caratteristiche e utilizzo al Pinot Meunier, visto che le sue bacche paiono infarinate.

Spostandoci leggermente ad Est troviamo ancora questi tre vitigni nella DOC VALPOLICELLA: i vini di questa DOC hanno subìto un’altalena di consumi dovuta a caratteristiche che non li vogliono leggeri come il Bardolino né particolarmente strutturati, ma la versione di maggior successo è senza dubbio l’AMARONE DELLA VALPOLICELLA. Questo vino è una sorta di vinificazione prolungata (45-50gg) del RECIOTO (30gg), la versione dolce ottenuta con i vitigni autoctoni del Veronese. Si chiama Recioto perché si utilizzano i lati del grappolo, in veneto «recie», quelli più esposti al sole e quindi più maturi messi ad appassire su graticci (che in zona si chiamano arelle) in locali molto areati. La fermentazione trasforma una quantità maggiore di zuccheri in alcol e da qui si hanno le caratteristiche dell’Amarone che ha sempre un residuo zuccherino ma certamente una nota secca con gradazioni mai al di sotto del 14% fino ad arrivare all’Amarone di Romano Dal Forno del ’95 con un 17,5% naturale.
Come per lo Sfurzat della Valtellina (Lombardia) anche per l’Amarone ci sono state iniziali difficoltà di commercializzazione, a causa della forte gradazione alcolica che ne complica l’abbinamento con le pietanze, tant’è che i produttori hanno anche provveduto ad imbottigliare la versione da 375ml.
Merita una menzione anche il cosiddetto “Valpolicella di Ripasso“. Consiste nel Valpolicella base che verso febbraio-marzo, quando si pigiano le uve dell’Amarone e del Recioto, viene “ripassato” sulle vinacce dei due vini ed estrae il colore e un leggero residuo zuccherino dando una morbidezza ed una bevibilità maggiori. Alcuni produttori riportano la tecnica del ripasso in etichetta, uno fra tutti Masi con il suo Campofiorin che nel 2004 ha festeggiato le 40 vendemmie. Una cosa analoga succede anche in Toscana con il Chianti e quello che viene definito “governo alla Toscana“. Come curiosità va detto che il termine VALPOLICELLA derivi da «poli-cella», cioè «tante cantine», perché anche anticamente c’era molta produzione di vino.
Questa DOC in tutte le sue versioni va anche sotto il nome della valle vicina, la VALPANTENA. Ancora più a Est si arriva alla DOC SOAVE. Oltre al TREBBIANO DI SOAVE, al PINOT BIANCO ed allo CHARDONNAY il vitigno che caratterizza maggiormente la DOC è la GARGANEGA, che ha delle buone capacità (reagisce bene all’uso della barrique) e dà vita a vini interessanti sia nella versione in purezza che inserito in altri uvaggi (es: Pieropan, Inama, Gini,…).
La DOC SOAVE è la DOC bianca italiana più imbottigliata, così come la VALPOLICELLA è la seconda DOC rossa maggiormente esportata, dopo il Chianti. In questo territorio troviamo anche la DOCG RECIOTO DI SOAVE, dove con gli stessi vitigni della DOC si fa un vino bianco passito dolce nella versione Recioto.
Di recente assegnazione è anche la DOCG SOAVE SUPERIORE, sempre con gli stessi vitigni della DOC ma con una gradazione alcolica superiore.
Prima di Vicenza c’è la DOC GAMBELLARA dove si producono il RECIOTO DI GAMBELLARA ed il VIN SANTO DI GAMBELLARA sempre con uva GARGANEGA. La curiosità di Gambellara è che più della metà del paese è occupato e si fonda sull’indotto di un’unica azienda, la Zonin, che produce più di 40 milioni di bottiglie all’anno. La Zonin ha da tempo accresciuto qualitativamente la propria produzione acquisendo altre aziende vinicole nelle migliori regioni d’Italia (Piemonte, Toscana, Sicilia,…).
Più a Nord c’è la DOC BREGANZE intorno a Bassano Del Grappa, legata particolarmente alla produzione del passito dolce TORCOLATO, un vino ottenuto principalmente da grappoli di uva VESPAIOLO che non appassiscono su graticci ma vengono attorcigliate attorno a un palo (da qui la dizione torcolato). Il produttore Maculàn utilizza acini attaccati da muffa nobile per produrre un vino che si chiama Acininobili.
Si arriva poi ai COLLI BERICI a sud di Vicenza con la particolarità del TOCAI ROSSO ed ai COLLI EUGANEI dove si nota l’introduzione dei vitigni internazionali. Tipico di questa zona è anche il MOSCATO FIOR D’ARANCIO nelle versioni spumante e passito, con uva MOSCATO GIALLO, ed il SERPRINO, sinonimo di PROSECCO.
Andando più a nord verso le colline Trevigiane si giunge proprio nella patria del PROSECCO. La DOC prende il nome di CONEGLIANO oppure VALDOBBIADENE oppure CONEGLIANO-VALDOBBIADENE (la modifica alla denominazione è recente, in precedenza insieme al nome della DOC c’era la dizione “PROSECCO DI …”).
Il PROSECCO è un vitigno sul quale si equivoca spesso, in quanto non è né uno spumante né un vino esclusivamente secco. In etichetta troviamo la dizione «Prosecco» poiché nell’uvaggio per legge c’è almeno l’85% di questo vitigno al quale spesso si associa un’uva affine, il VERDISO. Il vino è di facile bevibilità e di assoluto disimpegno, il più delle volte spumantizzato con il metodo Charmat ma si trova anche in versione tranquilla per un consumo locale (alcol 10-10,5%).
La decantazione o scaraffatura è una tradizione veneta dovuta al fatto che il vino subisce una piccola rifermentazione mentre è in bottiglia e il lievito forma le fecce. La locuzione “un’ombra di vino” è tipicamente veneziana perché il vino veniva venduto sui carretti in Piazza S.Marco e i commercianti si spostavano all’interno della piazza per restare all’ombra del campanile.
All’interno di questa doc esiste la SOTTOZONA SUPERIORE DI CARTIZZE, una zona molto più vocata dove esce un prosecco con maggior residuo zuccherino. Qualcuno produce il brut, c’è anche dry ma la versione più diffusa è l’extra-dry. E’ più abboccato rispetto ad un normale prosecco e può essere tranquillamente abbinato ai dolci oppure servito come aperitivo.
Viaggiando verso il confine con il Friuli si incontra la DOC PIAVE, e si delinea la particolarità di zone pianeggianti attraversate dal corso dei fiumi, con terreni con molto scheletro, ciottolosi e drenanti, che facilitano la vitivinicoltura di qualità. Qui sono imperanti i vitigni bordolesi, principalmente CABERNET FRANC e MERLOT, ma è anche molto presente il VERDUZZO.


DOCG
BARDOLINO SUPERIORE
RECIOTO DI SOAVE
SOAVE SUPERIOREDOC (database Ministero Politiche Agricole e Forestali)
ARCOLE
BAGNOLI DI SOPRA o BAGNOLI
BARDOLINO
BIANCO DI CUSTOZA
BREGANZE
COLLI BERICI
COLLI DI CONEGLIANO
COLLI EUGANEI
CONEGLIANO VALDOBBIADENE o CONEGLIANO o VALDOBBIADENE
GAMBELLARA
GARDA
LESSINI DURELLO
LISON PRAMAGGIORE
LUGANA
MONTELLO e COLLI ASOLANI
MERLARA
SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA
SOAVE
VALDADIGE
VALPOLICELLA
PIAVE o VINI DEL PIAVE
VICENZA

 

         


Categorie: bar · eventi · forno a legna · lettini · mare · ombrelloni · pesce · pizzeria · pomezia · ristorante · ristoranti · sole · spiaggia · torvaianca