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Abbronzarsi, volendosi bene

Agosto 11, 2008 · Nessun Commento

Cari amici tutti,ho trovato su SANIEINFORMA ed  ECOBLOG informazioni davvero interessanti per noi patiti dell’ “L’abbronzatura perfetta”

Una bella abbronzatura dorata, ma soprattutto duratura, piace a tutti, ma per evitare scottature, ottenere un colorito sano e uniforme è molto importante sapere scegliere i prodotti giusti.

proteggete la pelle

Era inevitabile che il buco nello strato di ozono avrebbe causato nel tempo numerosi problemi. E la natura ci presenta il suo conto:timidamente si inizia a parlare dei temibili raggi Uvc e della possibilità che possano aver superato la barriera naturale dell’ozonosfera ed essere così filtrati nell’atmosfera. In Italia il primo a divulgare questa ipotesi è il prof. Francesco Delle Foche dell’Università La Sapienza di Roma, che durante la puntata del 24 aprile di “Medicina 33” la popolare rubrica del Tg2 a cura di Luciano Onder, rivela che: “oltre ai raggi UVB sono arrivati al suolo anche i raggi UVC e solo oggi stiamo quantizzando i danni che possono provocare”.

Di questi tempi, con le prime esposizioni solari, con la pelle che è stata protetta sotto strati di maglie durante l’inverno, i fototipi più chiari rischiano la “lucite polimorfa” meglio conosciuta come “allergia al sole”. Il rimedio è sempre quello di esporsi gradualmente e di proteggere la pelle con filtri solari molto potenti.(da ECOBLOG)

Dunque…cari amici

Protezione innanzitutto

Sotto il sole bisogna sempre proteggersi, sia che si abbia una carnagione chiara sia che la carnagione sia scura o la pelle già abbronzata. La scelta del protettivo solare deve essere fatta in base al proprio fototipo, il momento della giornata in cui ci si espone, la zona (es. montagna, tropici, mediterraneo, ecc.) e l’eventuale presenza di superfici riflettenti (es. neve, sabbia, mare, ecc.). Il solare andrà scelto in base al fattore di protezione, un numero che dà un’indicazione su quanto tempo è possibile stare al sole applicando quel prodotto prima che la pelle si scotti: nella scelta il farmacista può essere di valido aiuto. Il protettivo andrà applicato almeno mezz’ora prima di esporsi al sole per consentire ai principi attivi di passare attraverso lo strato superficiale della pelle. L’applicazione andrà inoltre rinnovata nel corso della giornata: infatti la sudorazione, lo sfregamento con i teli da spiaggia, i bagni e le docce frequenti, o una disomogenea applicazione riducono la capacità protettiva del prodotto. L’applicazione costante di un protettivo solare garantisce inoltre una maggiore idratazione degli strati più superficiali dell’epidermide, contribuendo a preservare l’abbronzatura più a lungo.

Quale prodotto solare scegliere?

Le linee di prodotti solari propongono diversi prodotti, crema, olio, latte, gel, spray, acqua solare. In generale, le creme e i gel sono indicati per il viso o per parti del corpo non estese (es. spalle e decolleté), mentre le altre formulazioni sono indicate per tutto il corpo. Gli oli solari, che normalmente hanno fattore di protezione basso, conferiscono lucentezza alla pelle, il che facilita la penetrazione delle radiazioni, ma non sono consigliabili nel caso di carnagioni chiare. Infine, meglio optare per prodotti resistenti all’acqua, in grado di mantenere la loro efficacia anche dopo 40 minuti di immersione nell’acqua. Questi prodotti hanno una migliore persistenza sulla pelle e sono indicati soprattutto se si suda molto o si fanno bagni frequenti.

Ottenere una bella abbronzatura si può…

Oltre ad utilizzare un protettivo solare adeguato, basta seguire alcuni semplici accorgimenti:

Esporsi in modo graduale: nei primi giorni di vacanza al mare è opportuno abituare progressivamente la pelle al sole. L’abbronzatura superficiale dei primi giorni è dovuta alla riserva di melanina già disponibile ed è destinata a sparire rapidamente e solo dopo circa una settimana comincia a formarsi un’abbronzatura duratura.

Non si può stare al sole quando e quanto si vuole: ricordarsi che i momenti migliori per abbronzarsi il mattino fino alle 11 e il tardo pomeriggio. Evitare le ore più calde della giornata (dalle 12 alle 15).
Stare in movimento: in questo modo le radiazioni solari si distribuiscono omogeneamente su tutto il corpo.
Dopo un bel bagno è gradevole asciugarsi al sole; attenzione però, l’effetto-lente delle goccioline di acqua sul corpo può favorire le scottature e la disidratazione.
Attenzione anche alla dieta. Alimenti ricchi di vitamine sono in grado di fornire alla pelle la giusta idratazione: la vitamina C (che si trova in abbondanza in peperoni, agrumi e kiwi), la E (uova e broccoli) e la A - betacarotene (vegetali a polpa rossa o gialla). Gli integratori alimentari a base di betacarotene contribuiscono a conferire un piacevole colore dorato, anche se non forniscono protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette.
Autoabbronzanti, si o no? Gli autoabbronzanti risultano essere un buon alleato per gli appassionati della tintarella: consentono infatti di ottenere una buona pigmentazione cutanea, seppur destinata a scomparire nell’arco di 2 o 3 giorni, in poche ore e in assenza di sole. Ottimi dunque per i primi giorni, quando ancora la pelle non è abbronzata, in quanto consentono di esibire una bel colore dorato, ma anche una volta rientrati in città, per conservarlo più a lungo. Attenzione: gli autoabbronzanti non conferiscono alcuna protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette.
E infine il doposole: dopo l’esposizione la pelle deve essere idratata perché si mantenga elastica. Una crema idratante o un prodotto doposole (che contiene sostanze rinfrescanti e lenitive) assolvono questo compito, tenendo tuttavia presente che la pelle si rinnova continuamente, eliminando gli strati superficiali, per cui l’abbronzatura è destinata prima o poi a scomparire.
PRIMA DI CONCLUDERE E LASCIARVI ANDARE IN SPIAGGIA…MI SEMBRAVA UTILE FARE UN…

Vero e Falso dell’abbronzatura

direttamente da ECOBLOG

Abbronzatura pericolosa?

foto da Panorama.it

L’abbronzatura fa bene alla salute
Falso. L’abbronzatura è la risposta di difesa che il corpo attiva contro ulteriori danni che possono essere causati da successive esposizioni ai raggi UV.

L’abbronzatura protegge dal sole
Falso. Sulla pelle bianca una buona abbronzatura offre solo una protezione limitata equivalente ad un fattore di protezione (SPF) di circa 4.

Ci si può bruciare (arrossare) anche se il cielo è coperto di nuvole
Vero. Nuvole leggere lasciano passare fino all’80% dei raggi UV. La foschia può addirittura aumentare l’esposizione ai raggi UV.

Ci si può bruciare (arrossare) mentre si sta in acqua
Vero.
L’acqua offre solo una minima protezione dagli UV, e il riflesso della luce solare sull’acqua può aumentare l’esposizione.

In inverno le radiazioni UV non sono pericolose
Vero e Falso.
In generale l’intensità delle radiazioni UV è più bassa nei mesi invernali, ma la riflessione dalla neve può raddoppiare l’esposizione complessiva, soprattutto ad altitudini elevate. Occorre fare particolare attenzione all’inizio della primavera quando le temperature sono basse ma i raggi del sole sono inaspettatamente forti.

Le creme solari proteggono, quindi si può prendere il sole più a lungo
Falso.
Le creme protettive solari non dovrebbero essere usate per aumentare l’esposizione al sole ma per aumentare la protezione durante l’esposizione inevitabile. La protezione che offrono dipende in particolare dalla loro corretta applicazione.

Se si fanno delle pause mentre si sta prendendo il sole non ci si ustiona (arrossa)
Falso.
Nell’arco della giornata l’esposizione alle radiazioni UV si somma

Se non si sente il calore dei raggi solari non ci si ustiona
Falso
. La scottatura è causata dalle radiazioni UV che non sono percepite perché sostanzialmente fredde. L’effetto di riscaldamento è causato dai raggi infrarossi e non dai raggi UV.

..INSOMMA DA IMPARARE C’è TANTO,CREDO COMUNQUE CHE AL DI LA’ DI TUTTO LA COSA PIU’ IMPORTANTE SIA….VOLERSI BENE E NON ESAGERARE MAI...PER IL RESTO

..BUONE VACANTZE..E NON DIMENTICATE DI FARE..

“UN TUTTO AL TAAF”

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IL Bar Dello Sport

Agosto 3, 2008 · 2 Commenti

Beach volley

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Beach Volley)

Una partita di beach volley mista.

Una partita di beach volley mista.

Il beach volleyball, nato come variante del gioco della pallavolo, è ora a tutti gli effetti sport Olimpico, poiché da semplice ricreazione sulle spiagge si è evoluto fino a diventare sport professionistico in vari paesi del mondo. In questa versione non si gioca al chiuso su superfici rigide, ma piuttosto su campi di sabbia. Invece di squadre di sei persone, i giocatori sono solo due per parte e non dispongono di cambi.

Le regole del gioco sono simili, ma non uguali, a quelle della pallavolo: Il campo di gioco è più piccolo (8m x 16m invece di 9m x 18m); nel caso in cui si effettui il primo tocco di squadra in palleggio, questo non deve essere viziato da falli di tocco di palla (doppia, accompagnata), ovvero deve essere valutato dall’arbitro come se fosse un secondo o terzo tocco (contrariamente alla pallavolo, nella quale i falli di doppia e accompagnata sul 1° tocco non sono sanzionati), a meno che non si debba difendere un attacco forte; il limite dei tre tocchi di squadra comprende anche il tocco a muro; non sono validi i pallonetti (in quanto vengono sanzionati come fallo di accompagnata), se non fatti con colpi netti sulla palla (es. con le nocche), che, essendo netti, non possono “accompagnarla”; se si manda la palla nel campo avversario con un palleggio la traiettoria deve essere perpendicolare alla linea delle spalle; non è fallo se si invade il campo avversario senza toccare la rete, lo è invece se si ha un contatto con l’avversario sotto la rete e se ne ostacola l’azione. Come nella pallavolo è fallo se un qualsiasi giocatore tocca la rete durante l’azione di gioco oppure se la palla tocca le asticelle annesse alla rete per delimitare il confine aereo entro il quale la palla deve passare per entrare nel campo avversario. La rete non può essere toccata neanche fuori dalle asticelle.

Uno degli aspetti peculiari del beach volley è che gli agenti atmosferici cambiano ogni giorno, ed alcune volte anche durante l’arco di una sola giornata; questo fa sì che le tecniche degli atleti debbano essere rodate ed adattate ad ogni situazione di vento, umidità, e temperature. Per essere ancora più precisi, dobbiamo anche calcolare l’enorme differenza che esiste tra le diverse spiagge del mondo: infatti una stessa squadra di beach volley, che primeggia in certi campi, può tranquillamente faticare su superfici diverse dalla loro preferita (es. atleti molto pesanti reagiscono in maniera completamente diversa tra la sabbia molto morbida, e quella più dura o bagnata).

Nel beach volley è anche molto in uso il fatto di segnalare al compagno il da farsi nella fase di muro e difesa (fase break). I segnali fatti con le mani dai giocatori, per indicare al compagno di squadra quale tipo di giocata intendono effettuare per contrastare l’attacco avverso. Questi segnali vengono fatti dietro la schiena, per evitare che gli avversari li possano vedere; vengono effettuati con entrambe le mani, così da poter differenziare i segni su i diversi giocatori, e sono tendenzialmente tre: un dito disteso della mano, indica che sul giocatore corrispondende alla mano stessa, si terrà un muro lungo la linea laterale del campo; due dita distese indicheranno invece un muro diagonale sul giocatore corrispondente alla mano; il pugno chiuso indicherà una situazione senza il muro sul giocatore in attacco.

Indice

Storia del gioco [modifica]

Il beach volley nasce a Santa Monica (California) negli anni ‘20. Un decennio dopo iniza a comparire anche in Europa. Negli anni ‘40 si svolgevano due grossi tornei sulle spiagge di Santa Monica. Negli anni ‘60, ci fu un tentativo di dare il via a un torneo professionistico a Santa Monica. L’esperimento fallì, ma un torneo professionale con in palio 30.000 franchi si tenne in Francia.

In Italia il gioco inizia a diffondersi nel corso degli anni ‘80. Nel 1996, il beach volley diventa una disciplina olimpica. Da alcuni anni esiste un circuito professionistico del beach volley, gestito dalla FIVB. Brasile e Stati Uniti sono tradizionalmente le nazioni che schierano gli atleti più forti, sia in campo femminile che in campo maschile.

Il beach volley nasce negli Stati Uniti a cavallo degli anni 1920-1930 ed inizia a diffondersi lentamente in vari continenti, Europa compresa. L’avvento della seconda guerra mondiale ne blocca l’ascesa in modo quasi totale. Solo alla fine degli anni 1980, quando la FIVB inizia a concentrare molti dei suoi sforzi sulla sua promozione, viene conosciuto dagli sportivi di molti paesi. L’entrata a far parte delle effettive discipline Olimpiche (Atlanta 1996) contribuisce in modo notevolissimo alla sua divulgazione in tutto il mondo. Le ultime Olimpiadi, quelle di Atene 2004, hanno poi dato al Beach Volley la definitiva consacrazione: essendo stato uno degli sport più seguiti in assoluto, ha chiaramente dimostrato di possedere tutte le caratteristiche per essere di una popolarità mediatica eccezionale, proprio grazie alla altissima spettacolarità della disciplina sportiva, e, cosa ancora più importante, al nuovo concetto di “SPORT-SHOW-ENTERTAINMENT” registratosi durante l’intera manifestazione.

Note [modifica]

Ultimamente sono stati brevettati degli speciali tappeti sintetici, da utilizzare in palestra(o in qualsiasi luogo chiuso) che riproducono fedelmente un campo da beach volley in spiaggia. Questi permettono agli atleti di praticare questo sport senza essere vincolati dalla stagione e dalla temperatura esterna. In questo video si può vedere chiaramente il realismo e l’utilità di questi tappeti. [1

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Un grande Evento al TAAF!!!!

Luglio 15, 2008 · Nessun Commento

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Apre il sito del Taaf

Giugno 22, 2008 · Nessun Commento

Ha aperto i battenti il sito del Taaf!!!!

Visita il nostro sito

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Un Saluto agli Amici di Alfabookings.com

Marzo 1, 2008 · 3 Commenti

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Ragazzi se cercate Alberghi in Italia,non perdetevi!!! Questo è il Sito che fa per voi,provare per credere Amici……..!!!!!

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Il Ristorante TAAF è APERTO TUTTO L’ANNO!!!!

Ottobre 11, 2007 · Nessun Commento

………E vi aspetta con la Cucina Romana In Riva al mare,niente male eh…!!!

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V-DAY

Settembre 23, 2007 · Nessun Commento

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Beppe Grillo

Settembre 10, 2007 · Nessun Commento

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V-day

Settembre 10, 2007 · Nessun Commento

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L’angolo dell’arte

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

Un Omaggio al Grande Maestro Luciano Pavarotti

luciano-pavarotti1.jpg

Luciano Pavarotti, la voce del mondo

Il tenore si è spento questa mattina alle 5 nella sua villa
Stasera la camera ardente, sabato i funerali nella cattedrale di Modena

MODENA (6 settembre) - Il mondo piange la morte di Luciano Pavarotti. Il tenore, 71 anni, malato di tumore al pancreas, da molti considerato il più grande della sua generazione, si è spento stamani intorno alle 5 nella villa di Santa Maria del Mugnano, vicino a Modena, dopo che nella notte le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate. La camera ardente verrà allestita da stasera alle 20 nel duomo di Modena, dove sabato alle 15 si celebreranno i funerali.

Lutto in tutto il mondo. La notiza della morte di Pavarotti ha fatto subito il giro del pianeta, è rimbalzata su tv e siti internet ovunque e messaggi di cordoglio sono arrivati da ogni parte del mondo. A New York il sipario del Metropolitan, dove Big Luciano aveva debuttato nel 1968 nella Boheme e poi cantato in 378 serate, si è listato a lutto per un artista «la cui voce d’oro durerà quanto il teatro». La Scala di Milano, dove aveva recitato 140 volte, piange «la scomparsa di uno dei grandi tenori della sua famiglia». A Londra la banda delle Guardie reali oggi pomeriggio ha suonato “Nessun Dorma” durante la cerimonia del cambio della guardia a Buckingham Palace per rendergli omaggio. L’aria della Turandot di Puccini è stata applaudita dalle centinaia di persone che si trovavano davanti al palazzo della regina Elisabetta.

La lunga battaglia contro il tumore. Pavarotti è stato sconfitto dal male dopo una lunga battaglia. Il tenore - che ha avuto vicino fino all’ultimo la moglie Nicoletta Manotovani, la figlioletta Alice e le figlie Lorenza, Cristina e Giuliana avute dalla prima unione con Adua Veroni, si è spento nella sua casa nelle campagne alle porte di Modena, dove era tornato il 25 agosto dopo aver passato 18 giorni nel centro oncologico del Policlinico della città emiliana. Big Luciano era stato ricoverato in ospedale per combattere una febbre alta e problemi polmonari che lo avevano colpito mentre era in vacanza nella sua villa sulle colline di Pesaro.

Da due giorni circolavano voci di un peggioramento delle sue condizioni di salute. Poi mercoledì sera, secondo indiscrezioni, il tenore ha perso conoscenza e stamani è morto. I sanitari che lo seguivano si sono attenuti fino all’ultimo alla consegna del silenzio e alla tutela della privacy voluta dalla famiglia. L’annuncio della morte è stato dato infatti stamani dal manager del tenore, Terry Robson, con un comunicato ufficiale.

Ottimista fino all’ultimo. «Penso che una vita per la musica sia un’esistenza spesa meravigliosamente ed è questo a cui ho dedicato la mia vita». Queste le parole di Pavarotti riportate dal manager del tenore nel comunicato diffuso stamani. Pavarotti «è rimasto ottimista e fiducioso sul fatto di sconfiggere la malattia e determinato a ritornare sul palcoscenico per completare il suo Worldwide Farewell Tour che aveva dovuto lasciare a metà a New York, nel luglio 2006, a causa della sua malattia». «Il Maestro ha combattuto una lunga, dura battaglia contro il tumore» che infine ha prevalso, ma fino all’ultimo, così come aveva vissuto e lavorato, è rimasto ottimista, ha fatto sapere ancora Robson. Lungo tutta la sua malattia, è stato sostenuto, riferisce ancora il manager, dalla «devozione e dall’amore» della moglie Nicoletta e dalla figlia Alice.

Il medico: cosciente e sereno - «Luciano Pavarotti è sempre stato molto cosciente della situazione, ha sempre cercato di combattere questa malattia ed è stato molto, molto presente e cosciente di quello che succedeva, ma molto sereno». Il dottor Antonio Frassoldati, componente dell’equipe del dipartimento di oncologia del Policlinico modenese che ha assistito il tenore descrive così a SkyTg24 le ultime ore di vita del cantante. «Abbiamo seguito Pavarotti con l’assistenza domiciliare anche negli ultimi giorni, poi le condizioni si sono progressivamente aggravate, fino a questa mattina», ha aggiunto il medico, confermando che l’artista era attorniato nella sua villa modenese dai familiari, «che lo hanno seguito con estrema attenzione fino alla fine. Sia Nicoletta che le figlie gli sono sempre state vicine». «Di Pavarotti - ha detto ancora Frassoldati - mi ha colpito il suo carattere, la sua voglia di vivere e di essere sempre presente in tutte le decisioni».

Due giorni fa il saluto in dialetto. «Anca me», ovvero «anch’io» in dialetto modenese. Due giorni fa Pavarotti ha risposto così al sindaco Pighi che è andato a trovarlo e lo ha salutato dicendogli di essere contento di vederlo a casa dopo la degenza di agosto in ospedale. «Questo suo grande spirito, il suo vocione, la sua tempra facevano pensare a tempi più lunghi - ha detto il sindaco, arrivato alla villa di Santa Maria del Mugnano verso le 10 - Nicoletta mi ha raccontato che il giorno prima si era anche voluto alzare da letto per il pranzo. Ho visto anche la bimba, che Nicoletta ha chiamato a salutare l’ospite: “vieni Alice, c’è il sindaco”. Le ho portato anche un piccolo regalo e la bambina l’ha scartato davanti a me. Mi sembra che sia stata coinvolta in modo intelligente. E Nicoletta è forte». Pighi è tornato poi stamani nella villa di Pavarotti per portare alla famiglia il cordoglio della città. Nella casa, ha detto Pighi, «la figura di Pavarotti si impone come si imponeva sulla scena».

L’ultima apparizione di Big Luciano. Per Pavarotti l’ultima apparizione con il pubblico era stato il “Nessun dorma”, cantato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali a Torino nel febbraio dello scorso anno, mentre il suo ultimo concerto si è svolto a Taipei nel dicembre 2005. Due anni fa il Maestro aveva avviato un’Accademia per giovani talenti a Modena, seguendo personalmente un piccolo gruppo di studenti. E fino a poche settimane prima della sua morte, ha passato molte ore ogni giorno insegnando ai suo allievi nella villa estiva di Pesaro. Aveva anche programmato - ha detto ancora Robson - di registrare una raccolta completa di canzoni sacre e di rivelare gli sviluppi finali del Pavarotti International Voice Competition.

Il ricovero l’8 agosto scorso. Le condizioni di Big Luciano, che il 12 ottobre avrebbe compiuto 72 anni, erano peggiorate il mese scorso e l’8 agosto era stato ricoverato nel reparto di oncologia del policlinico di Modena con difficoltà respiratorie e febbre alta. Il tenore era rimasto in ospedale per oltre due settimane e poi era tornato a casa a Modena. Poi ieri le sue condizioni di salute si sono di nuovo aggravate. Il tenore era stato operato per tumore al pancreas l’anno scorso a New York. Pavarotti, secondo quanto era trapelato all’esterno, era rimasto sereno anche durante la degenza del mese scorso all’ospedale. I medici - si era detto - avevano dato l’ok alle sue dimissioni già poco prima di Ferragosto, ma era stato lo
stesso tenore a voler rimanere per alcuni altri giorni nel reparto, dove si sentiva più tranquillo e controllato. Alle 6 del mattino di sabato 25 agosto, poi, nella massima privacy, l’ultimo viaggio verso casa.

Proprio due giorni fa il ministro della Cultura, Francesco Rutelli, aveva annunciato l’assegnazione a Pavarotti del Premio per l’eccellenza nella cultura e aveva ricordato la grande battaglia che Big Luciano stava combattendo contro la malattia «con la stessa determinazione con cui si è affermato nel mondo in una carriera formidabile».

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