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IL Bar Dello Sport

Agosto 3, 2008 · 2 Commenti

Beach volley

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(Reindirizzamento da Beach Volley)

Una partita di beach volley mista.

Una partita di beach volley mista.

Il beach volleyball, nato come variante del gioco della pallavolo, è ora a tutti gli effetti sport Olimpico, poiché da semplice ricreazione sulle spiagge si è evoluto fino a diventare sport professionistico in vari paesi del mondo. In questa versione non si gioca al chiuso su superfici rigide, ma piuttosto su campi di sabbia. Invece di squadre di sei persone, i giocatori sono solo due per parte e non dispongono di cambi.

Le regole del gioco sono simili, ma non uguali, a quelle della pallavolo: Il campo di gioco è più piccolo (8m x 16m invece di 9m x 18m); nel caso in cui si effettui il primo tocco di squadra in palleggio, questo non deve essere viziato da falli di tocco di palla (doppia, accompagnata), ovvero deve essere valutato dall’arbitro come se fosse un secondo o terzo tocco (contrariamente alla pallavolo, nella quale i falli di doppia e accompagnata sul 1° tocco non sono sanzionati), a meno che non si debba difendere un attacco forte; il limite dei tre tocchi di squadra comprende anche il tocco a muro; non sono validi i pallonetti (in quanto vengono sanzionati come fallo di accompagnata), se non fatti con colpi netti sulla palla (es. con le nocche), che, essendo netti, non possono “accompagnarla”; se si manda la palla nel campo avversario con un palleggio la traiettoria deve essere perpendicolare alla linea delle spalle; non è fallo se si invade il campo avversario senza toccare la rete, lo è invece se si ha un contatto con l’avversario sotto la rete e se ne ostacola l’azione. Come nella pallavolo è fallo se un qualsiasi giocatore tocca la rete durante l’azione di gioco oppure se la palla tocca le asticelle annesse alla rete per delimitare il confine aereo entro il quale la palla deve passare per entrare nel campo avversario. La rete non può essere toccata neanche fuori dalle asticelle.

Uno degli aspetti peculiari del beach volley è che gli agenti atmosferici cambiano ogni giorno, ed alcune volte anche durante l’arco di una sola giornata; questo fa sì che le tecniche degli atleti debbano essere rodate ed adattate ad ogni situazione di vento, umidità, e temperature. Per essere ancora più precisi, dobbiamo anche calcolare l’enorme differenza che esiste tra le diverse spiagge del mondo: infatti una stessa squadra di beach volley, che primeggia in certi campi, può tranquillamente faticare su superfici diverse dalla loro preferita (es. atleti molto pesanti reagiscono in maniera completamente diversa tra la sabbia molto morbida, e quella più dura o bagnata).

Nel beach volley è anche molto in uso il fatto di segnalare al compagno il da farsi nella fase di muro e difesa (fase break). I segnali fatti con le mani dai giocatori, per indicare al compagno di squadra quale tipo di giocata intendono effettuare per contrastare l’attacco avverso. Questi segnali vengono fatti dietro la schiena, per evitare che gli avversari li possano vedere; vengono effettuati con entrambe le mani, così da poter differenziare i segni su i diversi giocatori, e sono tendenzialmente tre: un dito disteso della mano, indica che sul giocatore corrispondende alla mano stessa, si terrà un muro lungo la linea laterale del campo; due dita distese indicheranno invece un muro diagonale sul giocatore corrispondente alla mano; il pugno chiuso indicherà una situazione senza il muro sul giocatore in attacco.

Indice

Storia del gioco [modifica]

Il beach volley nasce a Santa Monica (California) negli anni ‘20. Un decennio dopo iniza a comparire anche in Europa. Negli anni ‘40 si svolgevano due grossi tornei sulle spiagge di Santa Monica. Negli anni ‘60, ci fu un tentativo di dare il via a un torneo professionistico a Santa Monica. L’esperimento fallì, ma un torneo professionale con in palio 30.000 franchi si tenne in Francia.

In Italia il gioco inizia a diffondersi nel corso degli anni ‘80. Nel 1996, il beach volley diventa una disciplina olimpica. Da alcuni anni esiste un circuito professionistico del beach volley, gestito dalla FIVB. Brasile e Stati Uniti sono tradizionalmente le nazioni che schierano gli atleti più forti, sia in campo femminile che in campo maschile.

Il beach volley nasce negli Stati Uniti a cavallo degli anni 1920-1930 ed inizia a diffondersi lentamente in vari continenti, Europa compresa. L’avvento della seconda guerra mondiale ne blocca l’ascesa in modo quasi totale. Solo alla fine degli anni 1980, quando la FIVB inizia a concentrare molti dei suoi sforzi sulla sua promozione, viene conosciuto dagli sportivi di molti paesi. L’entrata a far parte delle effettive discipline Olimpiche (Atlanta 1996) contribuisce in modo notevolissimo alla sua divulgazione in tutto il mondo. Le ultime Olimpiadi, quelle di Atene 2004, hanno poi dato al Beach Volley la definitiva consacrazione: essendo stato uno degli sport più seguiti in assoluto, ha chiaramente dimostrato di possedere tutte le caratteristiche per essere di una popolarità mediatica eccezionale, proprio grazie alla altissima spettacolarità della disciplina sportiva, e, cosa ancora più importante, al nuovo concetto di “SPORT-SHOW-ENTERTAINMENT” registratosi durante l’intera manifestazione.

Note [modifica]

Ultimamente sono stati brevettati degli speciali tappeti sintetici, da utilizzare in palestra(o in qualsiasi luogo chiuso) che riproducono fedelmente un campo da beach volley in spiaggia. Questi permettono agli atleti di praticare questo sport senza essere vincolati dalla stagione e dalla temperatura esterna. In questo video si può vedere chiaramente il realismo e l’utilità di questi tappeti. [1

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Un grande Evento al TAAF!!!!

Luglio 15, 2008 · Nessun Commento

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Apre il sito del Taaf

Giugno 22, 2008 · Nessun Commento

Ha aperto i battenti il sito del Taaf!!!!

Visita il nostro sito

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CIOCCOLATA…LA MIGLIOR MEDICINA

Marzo 27, 2008 · Nessun Commento

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Nel 1982 due psichiatri hanno condotto delle ricerche che li hanno portati alla conclusione che chi soffre per amore tende a nutrirsi di cioccolato perché in esso si trova feniletilamina, la stessa sostanza chimica che il cervello produce quando ci innamoriamo. Il cioccolato prolunga lo stato di benessere che viviamo quando siamo innamorati.. Secondo altri studiosi adoriamo il cioccolato perché si tratta di un carboidrato che stimola la produzione di insulina nel pancreas, che a sua volta è responsabile dell’aumento di serotonina, il neurotrasmettitore che presiede allo stato di calma.

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Però diciamocelo con franchezza.da che mondo è mondo non esiste coppietta che non abbia mai fantasticato su corpi cosparsi di morbide creme cioccolatose e divertenti soluzioni per rimuoverne ogni residuo…il problema è che quando ti trovi a spalmare non stai a pensarci troppo e vai di spatola..e senon stai attento, un’implacabile nausea ti assale dopo due minuti netti di giochini erotico-culinari, e mentre tu vai in cucina a farti un bicchiere di acqua e bicarbonato, l’altro si dirige sconsolato verso la doccia.
Inutile dire che a questo punto, tra mal di stomaco e bagnoschiuma, il patos e l’atmosfera giocosa sono andati a farsi friggere.
Gli osservatori del settore affermano con certezza che esiste un rapporto stretto, quasi conflittuale, tra erotismo e cacao e individuano addirittura due scuole di pensiero: quelli che sostengono che il sesso sia comunque meglio del cioccolato, e quelli che invece prediligono cacao e derivati, senza esitazioni o ripensamenti.
A dire il vero questi ultimi sono in netta superiorità numerica, si riuniscono in associazioni e snocciolano motivazioni tra il serio e il faceto. Una su tutte? Con il cioccolato non hai bisogno di fingere, se non ti piace non c’è problema, nessuno si offende. Per non parlare del fatto che, tutto sommato, quando si parla di tavolette le dimensioni hanno un’importanza relativa e soprattutto non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per spassarsela un po’ con un tazzone di latte e cacao. Sì, tutto vero, ma con il sesso qualche caloria la si brucia, con il cioccolato invece… Un rimedio prezioso per attenuare l’ansia. Ma anche un concentrato di calorie e di grassi da cui i manuali del mangiar sano raccomandano di tenersi alla larga, pena la temuta perdita del controllo del peso.

Le golosità non sono comunque solo in riempitivo alternativo all’amore e al sesso, ma anche un ingrediente che può aiutare a migliorare l’equilibrio di una romantica vita a due.

Se volete approfondire il discorso…..doktorlove

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Intanto noi vi aspettiamo per gustare i nostri speciali “accordi cioccolatosi”

 

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Il Ristorante TAAF è APERTO TUTTO L’ANNO!!!!

Ottobre 11, 2007 · Nessun Commento

………E vi aspetta con la Cucina Romana In Riva al mare,niente male eh…!!!

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V-DAY

Settembre 23, 2007 · Nessun Commento

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Beppe Grillo

Settembre 10, 2007 · Nessun Commento

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V-day

Settembre 10, 2007 · Nessun Commento

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L’angolo dell’arte

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

Un Omaggio al Grande Maestro Luciano Pavarotti

luciano-pavarotti1.jpg

Luciano Pavarotti, la voce del mondo

Il tenore si è spento questa mattina alle 5 nella sua villa
Stasera la camera ardente, sabato i funerali nella cattedrale di Modena

MODENA (6 settembre) - Il mondo piange la morte di Luciano Pavarotti. Il tenore, 71 anni, malato di tumore al pancreas, da molti considerato il più grande della sua generazione, si è spento stamani intorno alle 5 nella villa di Santa Maria del Mugnano, vicino a Modena, dopo che nella notte le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate. La camera ardente verrà allestita da stasera alle 20 nel duomo di Modena, dove sabato alle 15 si celebreranno i funerali.

Lutto in tutto il mondo. La notiza della morte di Pavarotti ha fatto subito il giro del pianeta, è rimbalzata su tv e siti internet ovunque e messaggi di cordoglio sono arrivati da ogni parte del mondo. A New York il sipario del Metropolitan, dove Big Luciano aveva debuttato nel 1968 nella Boheme e poi cantato in 378 serate, si è listato a lutto per un artista «la cui voce d’oro durerà quanto il teatro». La Scala di Milano, dove aveva recitato 140 volte, piange «la scomparsa di uno dei grandi tenori della sua famiglia». A Londra la banda delle Guardie reali oggi pomeriggio ha suonato “Nessun Dorma” durante la cerimonia del cambio della guardia a Buckingham Palace per rendergli omaggio. L’aria della Turandot di Puccini è stata applaudita dalle centinaia di persone che si trovavano davanti al palazzo della regina Elisabetta.

La lunga battaglia contro il tumore. Pavarotti è stato sconfitto dal male dopo una lunga battaglia. Il tenore - che ha avuto vicino fino all’ultimo la moglie Nicoletta Manotovani, la figlioletta Alice e le figlie Lorenza, Cristina e Giuliana avute dalla prima unione con Adua Veroni, si è spento nella sua casa nelle campagne alle porte di Modena, dove era tornato il 25 agosto dopo aver passato 18 giorni nel centro oncologico del Policlinico della città emiliana. Big Luciano era stato ricoverato in ospedale per combattere una febbre alta e problemi polmonari che lo avevano colpito mentre era in vacanza nella sua villa sulle colline di Pesaro.

Da due giorni circolavano voci di un peggioramento delle sue condizioni di salute. Poi mercoledì sera, secondo indiscrezioni, il tenore ha perso conoscenza e stamani è morto. I sanitari che lo seguivano si sono attenuti fino all’ultimo alla consegna del silenzio e alla tutela della privacy voluta dalla famiglia. L’annuncio della morte è stato dato infatti stamani dal manager del tenore, Terry Robson, con un comunicato ufficiale.

Ottimista fino all’ultimo. «Penso che una vita per la musica sia un’esistenza spesa meravigliosamente ed è questo a cui ho dedicato la mia vita». Queste le parole di Pavarotti riportate dal manager del tenore nel comunicato diffuso stamani. Pavarotti «è rimasto ottimista e fiducioso sul fatto di sconfiggere la malattia e determinato a ritornare sul palcoscenico per completare il suo Worldwide Farewell Tour che aveva dovuto lasciare a metà a New York, nel luglio 2006, a causa della sua malattia». «Il Maestro ha combattuto una lunga, dura battaglia contro il tumore» che infine ha prevalso, ma fino all’ultimo, così come aveva vissuto e lavorato, è rimasto ottimista, ha fatto sapere ancora Robson. Lungo tutta la sua malattia, è stato sostenuto, riferisce ancora il manager, dalla «devozione e dall’amore» della moglie Nicoletta e dalla figlia Alice.

Il medico: cosciente e sereno - «Luciano Pavarotti è sempre stato molto cosciente della situazione, ha sempre cercato di combattere questa malattia ed è stato molto, molto presente e cosciente di quello che succedeva, ma molto sereno». Il dottor Antonio Frassoldati, componente dell’equipe del dipartimento di oncologia del Policlinico modenese che ha assistito il tenore descrive così a SkyTg24 le ultime ore di vita del cantante. «Abbiamo seguito Pavarotti con l’assistenza domiciliare anche negli ultimi giorni, poi le condizioni si sono progressivamente aggravate, fino a questa mattina», ha aggiunto il medico, confermando che l’artista era attorniato nella sua villa modenese dai familiari, «che lo hanno seguito con estrema attenzione fino alla fine. Sia Nicoletta che le figlie gli sono sempre state vicine». «Di Pavarotti - ha detto ancora Frassoldati - mi ha colpito il suo carattere, la sua voglia di vivere e di essere sempre presente in tutte le decisioni».

Due giorni fa il saluto in dialetto. «Anca me», ovvero «anch’io» in dialetto modenese. Due giorni fa Pavarotti ha risposto così al sindaco Pighi che è andato a trovarlo e lo ha salutato dicendogli di essere contento di vederlo a casa dopo la degenza di agosto in ospedale. «Questo suo grande spirito, il suo vocione, la sua tempra facevano pensare a tempi più lunghi - ha detto il sindaco, arrivato alla villa di Santa Maria del Mugnano verso le 10 - Nicoletta mi ha raccontato che il giorno prima si era anche voluto alzare da letto per il pranzo. Ho visto anche la bimba, che Nicoletta ha chiamato a salutare l’ospite: “vieni Alice, c’è il sindaco”. Le ho portato anche un piccolo regalo e la bambina l’ha scartato davanti a me. Mi sembra che sia stata coinvolta in modo intelligente. E Nicoletta è forte». Pighi è tornato poi stamani nella villa di Pavarotti per portare alla famiglia il cordoglio della città. Nella casa, ha detto Pighi, «la figura di Pavarotti si impone come si imponeva sulla scena».

L’ultima apparizione di Big Luciano. Per Pavarotti l’ultima apparizione con il pubblico era stato il “Nessun dorma”, cantato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali a Torino nel febbraio dello scorso anno, mentre il suo ultimo concerto si è svolto a Taipei nel dicembre 2005. Due anni fa il Maestro aveva avviato un’Accademia per giovani talenti a Modena, seguendo personalmente un piccolo gruppo di studenti. E fino a poche settimane prima della sua morte, ha passato molte ore ogni giorno insegnando ai suo allievi nella villa estiva di Pesaro. Aveva anche programmato - ha detto ancora Robson - di registrare una raccolta completa di canzoni sacre e di rivelare gli sviluppi finali del Pavarotti International Voice Competition.

Il ricovero l’8 agosto scorso. Le condizioni di Big Luciano, che il 12 ottobre avrebbe compiuto 72 anni, erano peggiorate il mese scorso e l’8 agosto era stato ricoverato nel reparto di oncologia del policlinico di Modena con difficoltà respiratorie e febbre alta. Il tenore era rimasto in ospedale per oltre due settimane e poi era tornato a casa a Modena. Poi ieri le sue condizioni di salute si sono di nuovo aggravate. Il tenore era stato operato per tumore al pancreas l’anno scorso a New York. Pavarotti, secondo quanto era trapelato all’esterno, era rimasto sereno anche durante la degenza del mese scorso all’ospedale. I medici - si era detto - avevano dato l’ok alle sue dimissioni già poco prima di Ferragosto, ma era stato lo
stesso tenore a voler rimanere per alcuni altri giorni nel reparto, dove si sentiva più tranquillo e controllato. Alle 6 del mattino di sabato 25 agosto, poi, nella massima privacy, l’ultimo viaggio verso casa.

Proprio due giorni fa il ministro della Cultura, Francesco Rutelli, aveva annunciato l’assegnazione a Pavarotti del Premio per l’eccellenza nella cultura e aveva ricordato la grande battaglia che Big Luciano stava combattendo contro la malattia «con la stessa determinazione con cui si è affermato nel mondo in una carriera formidabile».

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Il Ricetaafolo

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

Ricetta Calamarata
 
Ingredienti

350 g calamarata (pasta tipica di Gragnano ) 3 calamari freschi di media grandezza 5 acciughe di Cetara 3 pomodori rossi tondi maturi di media grandezza 1 pugno di origano una piccola noce di burro 1 dl di olio extra vergine d’oliva 3 spicchi d’aglio mezzo bicchiere di vino bianco (consigliato il Fiano di Avellino)

 
Preparazione

pulire bene i calamari sotto acqua corrente fredda. Eviscerarli, separando i tentacoli e le aluzze dal corpo, avendo cura di eliminare anche la pellicina chiara. Tagliuzzare le aluzze ed i tentacolini e tenerli in una ciotola irrorati da un filino di olio extravergine di oliva. In un piccolo padellino mettiamo la noce di burro e le acciughe e teniamo sul fuoco a fiamma lentissima. Quando il burro, fondendosi, si è amalgamato,sminuzziamo le acciughe con un cucchiaio di legno, quindi versiamo il contenuto della ciotola contenente i tentacoli e mescoliamo dolcemente per circa 5 minuti. Spegnere la fiamma. In una padella grande mettiamo a soffriggere gli spicchi d’aglio con l’olio e quando sono imbionditi, li togliamo dalla padella ed aggiungiamo i pomodori fatti a tocchetti precedentemente sbollentati e privi della pelle e dei semi. Aggiungiamo i calamari tagliati a striscie sottili e larghi circa un dito. Lasciamo cuocere a fiamma moderata per circa 10 minuti, avendo cura di controllare che i calamari si cuociano senza bruciacchiare, quindi versiamo il mezzo bicchiere di vino alzando la fiamma al massimo. Dopo poco portiamo la fiamma al minimo e chiudiamo la padella con un coperchio. Dopo un paio di minuti aggiungiamo il contenuto della padellina nella quale ci sono le acciughe ed i tentacolini e, dopo ancora un minutino circa, spegnere e spruzzare con l’origano. Nella pentola con l’acqua bollente, immergiamo la calamarata e saliamo. Occhio alla cottura, in genere 10 minuti sono sufficienti, ma controllate assaggiando. Scolate la pasta al dente quindi la versiamo nella padellona e mescolate.

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