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Abbronzarsi, volendosi bene

Agosto 11, 2008 · Nessun Commento

Cari amici tutti,ho trovato su SANIEINFORMA ed  ECOBLOG informazioni davvero interessanti per noi patiti dell’ “L’abbronzatura perfetta”

Una bella abbronzatura dorata, ma soprattutto duratura, piace a tutti, ma per evitare scottature, ottenere un colorito sano e uniforme è molto importante sapere scegliere i prodotti giusti.

proteggete la pelle

Era inevitabile che il buco nello strato di ozono avrebbe causato nel tempo numerosi problemi. E la natura ci presenta il suo conto:timidamente si inizia a parlare dei temibili raggi Uvc e della possibilità che possano aver superato la barriera naturale dell’ozonosfera ed essere così filtrati nell’atmosfera. In Italia il primo a divulgare questa ipotesi è il prof. Francesco Delle Foche dell’Università La Sapienza di Roma, che durante la puntata del 24 aprile di “Medicina 33” la popolare rubrica del Tg2 a cura di Luciano Onder, rivela che: “oltre ai raggi UVB sono arrivati al suolo anche i raggi UVC e solo oggi stiamo quantizzando i danni che possono provocare”.

Di questi tempi, con le prime esposizioni solari, con la pelle che è stata protetta sotto strati di maglie durante l’inverno, i fototipi più chiari rischiano la “lucite polimorfa” meglio conosciuta come “allergia al sole”. Il rimedio è sempre quello di esporsi gradualmente e di proteggere la pelle con filtri solari molto potenti.(da ECOBLOG)

Dunque…cari amici

Protezione innanzitutto

Sotto il sole bisogna sempre proteggersi, sia che si abbia una carnagione chiara sia che la carnagione sia scura o la pelle già abbronzata. La scelta del protettivo solare deve essere fatta in base al proprio fototipo, il momento della giornata in cui ci si espone, la zona (es. montagna, tropici, mediterraneo, ecc.) e l’eventuale presenza di superfici riflettenti (es. neve, sabbia, mare, ecc.). Il solare andrà scelto in base al fattore di protezione, un numero che dà un’indicazione su quanto tempo è possibile stare al sole applicando quel prodotto prima che la pelle si scotti: nella scelta il farmacista può essere di valido aiuto. Il protettivo andrà applicato almeno mezz’ora prima di esporsi al sole per consentire ai principi attivi di passare attraverso lo strato superficiale della pelle. L’applicazione andrà inoltre rinnovata nel corso della giornata: infatti la sudorazione, lo sfregamento con i teli da spiaggia, i bagni e le docce frequenti, o una disomogenea applicazione riducono la capacità protettiva del prodotto. L’applicazione costante di un protettivo solare garantisce inoltre una maggiore idratazione degli strati più superficiali dell’epidermide, contribuendo a preservare l’abbronzatura più a lungo.

Quale prodotto solare scegliere?

Le linee di prodotti solari propongono diversi prodotti, crema, olio, latte, gel, spray, acqua solare. In generale, le creme e i gel sono indicati per il viso o per parti del corpo non estese (es. spalle e decolleté), mentre le altre formulazioni sono indicate per tutto il corpo. Gli oli solari, che normalmente hanno fattore di protezione basso, conferiscono lucentezza alla pelle, il che facilita la penetrazione delle radiazioni, ma non sono consigliabili nel caso di carnagioni chiare. Infine, meglio optare per prodotti resistenti all’acqua, in grado di mantenere la loro efficacia anche dopo 40 minuti di immersione nell’acqua. Questi prodotti hanno una migliore persistenza sulla pelle e sono indicati soprattutto se si suda molto o si fanno bagni frequenti.

Ottenere una bella abbronzatura si può…

Oltre ad utilizzare un protettivo solare adeguato, basta seguire alcuni semplici accorgimenti:

Esporsi in modo graduale: nei primi giorni di vacanza al mare è opportuno abituare progressivamente la pelle al sole. L’abbronzatura superficiale dei primi giorni è dovuta alla riserva di melanina già disponibile ed è destinata a sparire rapidamente e solo dopo circa una settimana comincia a formarsi un’abbronzatura duratura.

Non si può stare al sole quando e quanto si vuole: ricordarsi che i momenti migliori per abbronzarsi il mattino fino alle 11 e il tardo pomeriggio. Evitare le ore più calde della giornata (dalle 12 alle 15).
Stare in movimento: in questo modo le radiazioni solari si distribuiscono omogeneamente su tutto il corpo.
Dopo un bel bagno è gradevole asciugarsi al sole; attenzione però, l’effetto-lente delle goccioline di acqua sul corpo può favorire le scottature e la disidratazione.
Attenzione anche alla dieta. Alimenti ricchi di vitamine sono in grado di fornire alla pelle la giusta idratazione: la vitamina C (che si trova in abbondanza in peperoni, agrumi e kiwi), la E (uova e broccoli) e la A - betacarotene (vegetali a polpa rossa o gialla). Gli integratori alimentari a base di betacarotene contribuiscono a conferire un piacevole colore dorato, anche se non forniscono protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette.
Autoabbronzanti, si o no? Gli autoabbronzanti risultano essere un buon alleato per gli appassionati della tintarella: consentono infatti di ottenere una buona pigmentazione cutanea, seppur destinata a scomparire nell’arco di 2 o 3 giorni, in poche ore e in assenza di sole. Ottimi dunque per i primi giorni, quando ancora la pelle non è abbronzata, in quanto consentono di esibire una bel colore dorato, ma anche una volta rientrati in città, per conservarlo più a lungo. Attenzione: gli autoabbronzanti non conferiscono alcuna protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette.
E infine il doposole: dopo l’esposizione la pelle deve essere idratata perché si mantenga elastica. Una crema idratante o un prodotto doposole (che contiene sostanze rinfrescanti e lenitive) assolvono questo compito, tenendo tuttavia presente che la pelle si rinnova continuamente, eliminando gli strati superficiali, per cui l’abbronzatura è destinata prima o poi a scomparire.
PRIMA DI CONCLUDERE E LASCIARVI ANDARE IN SPIAGGIA…MI SEMBRAVA UTILE FARE UN…

Vero e Falso dell’abbronzatura

direttamente da ECOBLOG

Abbronzatura pericolosa?

foto da Panorama.it

L’abbronzatura fa bene alla salute
Falso. L’abbronzatura è la risposta di difesa che il corpo attiva contro ulteriori danni che possono essere causati da successive esposizioni ai raggi UV.

L’abbronzatura protegge dal sole
Falso. Sulla pelle bianca una buona abbronzatura offre solo una protezione limitata equivalente ad un fattore di protezione (SPF) di circa 4.

Ci si può bruciare (arrossare) anche se il cielo è coperto di nuvole
Vero. Nuvole leggere lasciano passare fino all’80% dei raggi UV. La foschia può addirittura aumentare l’esposizione ai raggi UV.

Ci si può bruciare (arrossare) mentre si sta in acqua
Vero.
L’acqua offre solo una minima protezione dagli UV, e il riflesso della luce solare sull’acqua può aumentare l’esposizione.

In inverno le radiazioni UV non sono pericolose
Vero e Falso.
In generale l’intensità delle radiazioni UV è più bassa nei mesi invernali, ma la riflessione dalla neve può raddoppiare l’esposizione complessiva, soprattutto ad altitudini elevate. Occorre fare particolare attenzione all’inizio della primavera quando le temperature sono basse ma i raggi del sole sono inaspettatamente forti.

Le creme solari proteggono, quindi si può prendere il sole più a lungo
Falso.
Le creme protettive solari non dovrebbero essere usate per aumentare l’esposizione al sole ma per aumentare la protezione durante l’esposizione inevitabile. La protezione che offrono dipende in particolare dalla loro corretta applicazione.

Se si fanno delle pause mentre si sta prendendo il sole non ci si ustiona (arrossa)
Falso.
Nell’arco della giornata l’esposizione alle radiazioni UV si somma

Se non si sente il calore dei raggi solari non ci si ustiona
Falso
. La scottatura è causata dalle radiazioni UV che non sono percepite perché sostanzialmente fredde. L’effetto di riscaldamento è causato dai raggi infrarossi e non dai raggi UV.

..INSOMMA DA IMPARARE C’è TANTO,CREDO COMUNQUE CHE AL DI LA’ DI TUTTO LA COSA PIU’ IMPORTANTE SIA….VOLERSI BENE E NON ESAGERARE MAI...PER IL RESTO

..BUONE VACANTZE..E NON DIMENTICATE DI FARE..

“UN TUTTO AL TAAF”

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Il Ristorante TAAF è APERTO TUTTO L’ANNO!!!!

Ottobre 11, 2007 · Nessun Commento

………E vi aspetta con la Cucina Romana In Riva al mare,niente male eh…!!!

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V-DAY

Settembre 23, 2007 · Nessun Commento

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Beppe Grillo

Settembre 10, 2007 · Nessun Commento

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V-day

Settembre 10, 2007 · Nessun Commento

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L’angolo dell’arte

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

Un Omaggio al Grande Maestro Luciano Pavarotti

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Luciano Pavarotti, la voce del mondo

Il tenore si è spento questa mattina alle 5 nella sua villa
Stasera la camera ardente, sabato i funerali nella cattedrale di Modena

MODENA (6 settembre) - Il mondo piange la morte di Luciano Pavarotti. Il tenore, 71 anni, malato di tumore al pancreas, da molti considerato il più grande della sua generazione, si è spento stamani intorno alle 5 nella villa di Santa Maria del Mugnano, vicino a Modena, dopo che nella notte le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate. La camera ardente verrà allestita da stasera alle 20 nel duomo di Modena, dove sabato alle 15 si celebreranno i funerali.

Lutto in tutto il mondo. La notiza della morte di Pavarotti ha fatto subito il giro del pianeta, è rimbalzata su tv e siti internet ovunque e messaggi di cordoglio sono arrivati da ogni parte del mondo. A New York il sipario del Metropolitan, dove Big Luciano aveva debuttato nel 1968 nella Boheme e poi cantato in 378 serate, si è listato a lutto per un artista «la cui voce d’oro durerà quanto il teatro». La Scala di Milano, dove aveva recitato 140 volte, piange «la scomparsa di uno dei grandi tenori della sua famiglia». A Londra la banda delle Guardie reali oggi pomeriggio ha suonato “Nessun Dorma” durante la cerimonia del cambio della guardia a Buckingham Palace per rendergli omaggio. L’aria della Turandot di Puccini è stata applaudita dalle centinaia di persone che si trovavano davanti al palazzo della regina Elisabetta.

La lunga battaglia contro il tumore. Pavarotti è stato sconfitto dal male dopo una lunga battaglia. Il tenore - che ha avuto vicino fino all’ultimo la moglie Nicoletta Manotovani, la figlioletta Alice e le figlie Lorenza, Cristina e Giuliana avute dalla prima unione con Adua Veroni, si è spento nella sua casa nelle campagne alle porte di Modena, dove era tornato il 25 agosto dopo aver passato 18 giorni nel centro oncologico del Policlinico della città emiliana. Big Luciano era stato ricoverato in ospedale per combattere una febbre alta e problemi polmonari che lo avevano colpito mentre era in vacanza nella sua villa sulle colline di Pesaro.

Da due giorni circolavano voci di un peggioramento delle sue condizioni di salute. Poi mercoledì sera, secondo indiscrezioni, il tenore ha perso conoscenza e stamani è morto. I sanitari che lo seguivano si sono attenuti fino all’ultimo alla consegna del silenzio e alla tutela della privacy voluta dalla famiglia. L’annuncio della morte è stato dato infatti stamani dal manager del tenore, Terry Robson, con un comunicato ufficiale.

Ottimista fino all’ultimo. «Penso che una vita per la musica sia un’esistenza spesa meravigliosamente ed è questo a cui ho dedicato la mia vita». Queste le parole di Pavarotti riportate dal manager del tenore nel comunicato diffuso stamani. Pavarotti «è rimasto ottimista e fiducioso sul fatto di sconfiggere la malattia e determinato a ritornare sul palcoscenico per completare il suo Worldwide Farewell Tour che aveva dovuto lasciare a metà a New York, nel luglio 2006, a causa della sua malattia». «Il Maestro ha combattuto una lunga, dura battaglia contro il tumore» che infine ha prevalso, ma fino all’ultimo, così come aveva vissuto e lavorato, è rimasto ottimista, ha fatto sapere ancora Robson. Lungo tutta la sua malattia, è stato sostenuto, riferisce ancora il manager, dalla «devozione e dall’amore» della moglie Nicoletta e dalla figlia Alice.

Il medico: cosciente e sereno - «Luciano Pavarotti è sempre stato molto cosciente della situazione, ha sempre cercato di combattere questa malattia ed è stato molto, molto presente e cosciente di quello che succedeva, ma molto sereno». Il dottor Antonio Frassoldati, componente dell’equipe del dipartimento di oncologia del Policlinico modenese che ha assistito il tenore descrive così a SkyTg24 le ultime ore di vita del cantante. «Abbiamo seguito Pavarotti con l’assistenza domiciliare anche negli ultimi giorni, poi le condizioni si sono progressivamente aggravate, fino a questa mattina», ha aggiunto il medico, confermando che l’artista era attorniato nella sua villa modenese dai familiari, «che lo hanno seguito con estrema attenzione fino alla fine. Sia Nicoletta che le figlie gli sono sempre state vicine». «Di Pavarotti - ha detto ancora Frassoldati - mi ha colpito il suo carattere, la sua voglia di vivere e di essere sempre presente in tutte le decisioni».

Due giorni fa il saluto in dialetto. «Anca me», ovvero «anch’io» in dialetto modenese. Due giorni fa Pavarotti ha risposto così al sindaco Pighi che è andato a trovarlo e lo ha salutato dicendogli di essere contento di vederlo a casa dopo la degenza di agosto in ospedale. «Questo suo grande spirito, il suo vocione, la sua tempra facevano pensare a tempi più lunghi - ha detto il sindaco, arrivato alla villa di Santa Maria del Mugnano verso le 10 - Nicoletta mi ha raccontato che il giorno prima si era anche voluto alzare da letto per il pranzo. Ho visto anche la bimba, che Nicoletta ha chiamato a salutare l’ospite: “vieni Alice, c’è il sindaco”. Le ho portato anche un piccolo regalo e la bambina l’ha scartato davanti a me. Mi sembra che sia stata coinvolta in modo intelligente. E Nicoletta è forte». Pighi è tornato poi stamani nella villa di Pavarotti per portare alla famiglia il cordoglio della città. Nella casa, ha detto Pighi, «la figura di Pavarotti si impone come si imponeva sulla scena».

L’ultima apparizione di Big Luciano. Per Pavarotti l’ultima apparizione con il pubblico era stato il “Nessun dorma”, cantato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali a Torino nel febbraio dello scorso anno, mentre il suo ultimo concerto si è svolto a Taipei nel dicembre 2005. Due anni fa il Maestro aveva avviato un’Accademia per giovani talenti a Modena, seguendo personalmente un piccolo gruppo di studenti. E fino a poche settimane prima della sua morte, ha passato molte ore ogni giorno insegnando ai suo allievi nella villa estiva di Pesaro. Aveva anche programmato - ha detto ancora Robson - di registrare una raccolta completa di canzoni sacre e di rivelare gli sviluppi finali del Pavarotti International Voice Competition.

Il ricovero l’8 agosto scorso. Le condizioni di Big Luciano, che il 12 ottobre avrebbe compiuto 72 anni, erano peggiorate il mese scorso e l’8 agosto era stato ricoverato nel reparto di oncologia del policlinico di Modena con difficoltà respiratorie e febbre alta. Il tenore era rimasto in ospedale per oltre due settimane e poi era tornato a casa a Modena. Poi ieri le sue condizioni di salute si sono di nuovo aggravate. Il tenore era stato operato per tumore al pancreas l’anno scorso a New York. Pavarotti, secondo quanto era trapelato all’esterno, era rimasto sereno anche durante la degenza del mese scorso all’ospedale. I medici - si era detto - avevano dato l’ok alle sue dimissioni già poco prima di Ferragosto, ma era stato lo
stesso tenore a voler rimanere per alcuni altri giorni nel reparto, dove si sentiva più tranquillo e controllato. Alle 6 del mattino di sabato 25 agosto, poi, nella massima privacy, l’ultimo viaggio verso casa.

Proprio due giorni fa il ministro della Cultura, Francesco Rutelli, aveva annunciato l’assegnazione a Pavarotti del Premio per l’eccellenza nella cultura e aveva ricordato la grande battaglia che Big Luciano stava combattendo contro la malattia «con la stessa determinazione con cui si è affermato nel mondo in una carriera formidabile».

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Il Ricetaafolo

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

Ricetta Calamarata
 
Ingredienti

350 g calamarata (pasta tipica di Gragnano ) 3 calamari freschi di media grandezza 5 acciughe di Cetara 3 pomodori rossi tondi maturi di media grandezza 1 pugno di origano una piccola noce di burro 1 dl di olio extra vergine d’oliva 3 spicchi d’aglio mezzo bicchiere di vino bianco (consigliato il Fiano di Avellino)

 
Preparazione

pulire bene i calamari sotto acqua corrente fredda. Eviscerarli, separando i tentacoli e le aluzze dal corpo, avendo cura di eliminare anche la pellicina chiara. Tagliuzzare le aluzze ed i tentacolini e tenerli in una ciotola irrorati da un filino di olio extravergine di oliva. In un piccolo padellino mettiamo la noce di burro e le acciughe e teniamo sul fuoco a fiamma lentissima. Quando il burro, fondendosi, si è amalgamato,sminuzziamo le acciughe con un cucchiaio di legno, quindi versiamo il contenuto della ciotola contenente i tentacoli e mescoliamo dolcemente per circa 5 minuti. Spegnere la fiamma. In una padella grande mettiamo a soffriggere gli spicchi d’aglio con l’olio e quando sono imbionditi, li togliamo dalla padella ed aggiungiamo i pomodori fatti a tocchetti precedentemente sbollentati e privi della pelle e dei semi. Aggiungiamo i calamari tagliati a striscie sottili e larghi circa un dito. Lasciamo cuocere a fiamma moderata per circa 10 minuti, avendo cura di controllare che i calamari si cuociano senza bruciacchiare, quindi versiamo il mezzo bicchiere di vino alzando la fiamma al massimo. Dopo poco portiamo la fiamma al minimo e chiudiamo la padella con un coperchio. Dopo un paio di minuti aggiungiamo il contenuto della padellina nella quale ci sono le acciughe ed i tentacolini e, dopo ancora un minutino circa, spegnere e spruzzare con l’origano. Nella pentola con l’acqua bollente, immergiamo la calamarata e saliamo. Occhio alla cottura, in genere 10 minuti sono sufficienti, ma controllate assaggiando. Scolate la pasta al dente quindi la versiamo nella padellona e mescolate.

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Il Bar dello Sport

Settembre 9, 2007 · Nessun Commento

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Donadoni: “Vincere a Kiev”

Il c.t. azzurro il giorno dopo lo 0-0 di Italia-Francia: “I ragazzi hanno dato il massimo. Ora andiamo in Ucraina per fare risultato”. Gattuso squalificato, Pirlo in forse, Toni a casa: “Ho tanti uomini a disposizione”

MILANELLO (Varese), 9 settembre 2007 - Quarantaquattro anni oggi. Roberto Donadoni li festeggia con il “pareggino” di San Siro. Frutto di una prestazione deludente, perché la condizione fisica non poteva permettere di più. Il regalo migliore? Probabilmente il pareggio all’ultimo minuto della Georgia con l’Ucraina.

TUTTO DA DECIDERE - Il giorno dopo, il commissario tecnico della Nazionale ribadisce concetti già espressi a Coverciano, ed evitando abilmente le critiche, azzera il passato e guarda avanti. Frasi a metà: “Nulla è deciso”…”I ragazzi hanno espresso il massimo”…”Non ho rimpianti”. Adesso bisogna pensare solo a Kiev, perché “è inutile fare discorsi a ritroso”. Analisi da interpretare; anzi, da tradurre. “Non cambia nulla nella misura in cui dobbiamo affrontare altre partite”,

PREPARAZIONE E CAMPIONATO - “L’Ucraina? Partita difficile”, sottolinea Donadoni. Il problema è sempre lo stesso: “Tutto è dettato da una preparazione che non è al meglio”. Ecco quindi tornare alla ribalta la decisione della Lega di far partire il campionato il 26 agosto; un po’ in ritardo rispetto alle aspettative del tecnico azzurro. Ma lui preferisce chiudere il discorso.

VALUTAZIONI - Pesa semmai il bollettino medico che non promette nulla di buono. “Gattuso è squalificato. Pirlo ha riportato una botta a un polpaccio; De Rossi non è al meglio; Zambrotta deve smaltire qualche crampo di troppo”. Ma è ottimista il c.t.: “Sono problemi che si possono risolvere in un paio di giorni; tra l’altro ho tanti uomini a disposizione che mi garantiscono validi ricambi”.

VINCERE A KIEV - Torna sulla partita del Meazza: “Quando abbiamo alzato il baricentro abbiamo fatto bene, ma di fronte avevamo un grande avversario. E’ stato un match fra due squadre che si temevano; in certi casi si cerca di rischiare il meno possibile. Ma siamo riusciti a tenere testa alla Francia. Ora dobbiamo pensare di andare a Kiev e fare risultato, perché abbiamo la qualità per farlo”.

DEL PIERO - Si compiace quando viene apprezzato l’atteggiamento della difesa: “E pensare che era considerato il reparto più penalizzato”, sottolinea. Fa muro attorno ai suoi ragazzi. Il fischiatissimo Del Piero? Per Donadoni non è si può mettere in discussione la prestazione del bianconero: “Sì, ha fatto qualche errore; ci può stare, come gli altri, d’altronde. Da lui ci si aspettano dribbling e grandi gol, ma non è sempre possibile. Ha cercato di dare il meglio e il massimo che poteva”. E, con il consueto orgoglio, minimizza il distacco dai Bleus in classifica: “Se noi valutiamo l’andamento dell’Italia, ci mancano solo i due punti persi nell’esordio di Napoli contro la Lituania; meritavamo di vincere. Beh, ora saremmo a pari punti con la squadra di Domenech”.

TONI - Tabella punti per raggiungere l’obiettivo? “Sono troppo pigro per fare questi ragionamenti”. E, come di consueto, non lascia trapelare nulla sulle sue intenzioni a tre giorni dalla trasferta di Kiev, dove il gol potrebbe cambiare nuovamente l’orizzonte azzurro. E’ rammaricato per Luca Toni: “Sentiva sempre dolore; credo che salterà anche la prossima partita in Bundesliga”. E tal proposito non accetta di rispondere a chi gli chiede se l’assenza del bomber abbia pesato: “Ma perché devo fare queste valutazioni? Non è corretto nei confronti di chi è sceso in campo”. Si congeda sui fischi alla “Marsigliese”: “Non è stato un bell’esempio; neo da cancellare”. E si tuffa nell’allenamento. Una seduta per chi non ha giocato ieri sera; in attesa di conoscere le valutazioni dello staff medico.

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Beach Volley al TAAF

Agosto 2, 2007 · Nessun Commento

ILRistorante TAAF organizza ogni fine settimana un Torneo di Beach Volley Partecipate Ragazzi………Fai un Tuffo al TAAF

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Il Bar dello Sport

Luglio 26, 2007 · Nessun Commento

Chivu-Inter, questione di ore


C’è l’accordo tra Roma e la società nerazzurra: 15 milioni di euro, compresa la comproprietà di Andreolli, valutata 2 milioni e mezzo. In più un’amichevole il cui incasso sarà destinato interamente ai giallorossi. Manca solo l’ok definitivo

Cristian Chivu, 26 anni: ultime ore giallorosse? Tedeschi

Cristian Chivu, 26 anni: ultime ore giallorosse? Tedeschi

ROMA, 25 luglio 2007 - L’accordo c’è. Questione di ore. Sessanta minuti di colloquio tra Massimo Moratti e Rosella Sensi, al termine del quale Cristian Chivu non è ancora ufficialmente un giocatore dell’Inter. Moratti avrebbe offerto 15 milioni di euro, compresa la comproprietà di Andreolli (difensore classe 86), valutata 2 milioni e mezzo. Inoltre nell’accordo raggiunto ci sarebbe un’amichevole contro la Roma il cui incasso sarà destinato interamente ai giallorossi. L’ok ufficiale a questa proposta non è ancora arrivato, e Chivu è a Trigoria con i compagni.

L’INCONTRO - La serata è iniziata con Moratti che, atterrato a Ciampino con un aereo privato, ha dato poche indicazioni sulla trattativa: “È difficile una chiusura in serata a Villa Pacelli, non ci sono grosse novità. Per ora di ufficioso e di ufficiale non c’è niente”. Il presidente nerazzurro è arrivato nella capitale poco prima delle 18, poi si è dileguato nel traffico a bordo di un’auto con autista e lampeggiante. In un appartamento privato ha incontrato Rosella Sensi, un’ora circa di colloquio tra i due, poi Moratti è ripartito alla volta di Ciampino dove verso le 20.30 è decollato per tornare a Milano senza l’ufficialità della chiusura dell’accordo.

ORIZZONTE NERAZZURRO - In giornata l’amministratore delegato dell’Inter si era detto sicuro che la cosa si sarebbe chiusa entro giovedì. “Se l’operazione andrà in porto - ha detto uscendo dalla riunione che si è tenuta in lega - avverrà sicuramente prima della festa degli ottanta anni della Roma”. L’intento infatti era di evitare al difensore l’impatto con una probabile contestazione dei tifosi all’Olimpico, domani sera in occasione delle celebrazioni per l’ottantesimo compleanno del club e del presidente Sensi. Moratti prima di incontrare Rosella Sensi era stato chiaro su alcuni punti: “È difficile che ci sia una chiusura in serata, per ora di ufficiale e ufficioso non c’è nulla”. È probabile però che da domani sera l’orizzonte di Chivu sarà nerazzurro.

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