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Personale battaglia col frigo,foto di Cacciaramarri
Dolce e salato, aspro e zuccherino. Sono i primi passi che muoviamo nel mondo del gusto, ma che col tempo, se non ci alleniamo, rischiamo di perdere. Forse e’ per questo che sono nate, in Italia, le scuole del gusto.
I sensi dell’uomo “moderno” hanno subìto una profonda regressione, si sono impoveriti. Eppure il gusto, l’olfatto, il tatto, l’udito e la vista sono i mezzi per conoscere, per comunicare, per provare e avere sensazioni. In una parola per vivere. Ma la fretta, la velocità ci stanno privando degli strumenti piú elementari per decodificare queste sensazioni. Chi ne fa le spese per primo? Il gusto, perché la tecnologia manipola tutto, trasforma il cibo, lo impoverisce, gli toglie la storia e quindi il gusto si omogeneizza, frullato nel mix degli ingredienti globali.
Imparare ad allenare il palato è semplice e si comincia fin da piccoli, nella palestra dei sapori di casa, con le ricette della nonna, nella semplicità dei piatti famigliari. Ma è proprio questo il problema, le ricette della nonna non sono piú riproducibili perché gli ingredienti hanno un altro sapore. Ci sarà una soluzione? Gli esperti del gusto sono perentori: occorre azzerare e ricominciare. Cominciare ad esempio con l’alfabeto degli odori. Riscoprire l‘olfatto, riconoscere le sostanze responsabili dei profumi ma anche le famiglie degli odori. E’ come ritornare bambini alla scoperta dell’acido, del dolce e dell’amaro, imparare a riconoscere la consistenza dei cibo cosí come il retrogusto. La cucina è la musica del cibo, bisogna saper leggere le note per seguirne i passaggi piú delicati. Sembrerà curioso eppure sull’onda di questa nuova rieducazione del palato sono nate molte scuole del gusto. Scuole per professionisti ma anche scuole per una formazione diffusa con il solo scopo di innalzare il livello della domanda del gusto per diffondere modelli alimentari corretti.
Educare il gusto non significa distribuire ricette, cosí come siamo abituati. Penso ad esempio a tutte le trasmissioni televisive dove in pochi minuti vengono preparate pietanze appetitose ma assolutamente asettiche. Asettiche perché guardare non è sinonimo di educare. In cucina occorre essere attori protagonisti e non semplici spettatori; occorre andare a scuola, partecipare.
La riscoperta del gusto è un viaggio, di bocca in bocca, un gioco della seduzione del cibo. E se la globalizzazione dei sapori prova ad azzerarli, le scuole del gusto nascono per rianimarli, per coltivarli. Per educarci.
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happy octopuses,foto di milky.way
HO trovato che l’articolo che segue è davvero stimolante…per i nostri sensi..spesso si dice….ME LO MANGEREI CON GLI OCCHI!!! E DIREI CHE QUESTO è PROPRIO IL CASO….amanti del gusto…fatevi sotto!!!
La tavolata di San Giuseppe della Signora Antonietta
La tavolata è pronta dal venerdì sera; sabato a mezzogiorno, dopo una particolare cerimonia, le persone chiamate ad interpretare i santi cui è dedicata la tavolata (sempre in numero dispari da un minimo di 3 ad un massimo di 13) iniziano a mangiare!
E’ San giuseppe che decide fino a quanto mangiano i “Santi”: battendo con il suo bastone scandisce i tempi, quando si inizia a mangiare un piatto e quando si finisce. Dopodicchè tutto quello che resta viene distribuito alle persone che sono presenti.
Tradizione vuole che la padrona di casa non possa mettere niente da parte, deve dare tutto ciò che ha preparato altrimenti il santo si arrabbia e lo rende immangiabile, si rompono i piatti, il cibo va in fermentazione ecc.ecc.
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DIRETTAMENTE DA: http://www.cosedimare.com
Il nuoto risulta, nelle ultime statistiche disponibili , la terza attività motoria o sportiva praticata in Italia dopo il calcio e quelle che si praticano in palestra.
Ovviamente, quando ci si riferisce al nuoto, si intendono tutte le attività sportive che si svolgono in acqua, quali, oltre al nuoto, la pallanuoto, i tuffi, il nuoto sincronizzato ed il salvamento.
Così considerati, gli sport acquatici sono praticati da circa tre milioni e mezzo di persone. E’ulteriormente interessante notare che fra i bambini il nuoto rappresenta lo sport più diffuso: il 50% di tutti i soggetti in età evolutiva praticanti attività motoria (pari a 150.000 soggetti) si dedica al nuoto.
Nonostante ciò risulta ancora elevato numero di decessi (500 morti ogni anno) per annegamento. La maggior parte di tali eventi avvengono nelle zone costiere, specialmente del centro-sud, e riguardano per lo più persone normali che fanno il bagno in mare, piuttosto che soggetti impegnati in situazioni “a rischio” (immersioni ecc).
Ciò conferma che i fattori di maggiore rischio sono determinati dall’inesperienza e dalla limitazione delle strutture sportive (piscine) dove fare pratica; in altri termini, dal fatto che non si sa nuotare.
In effetti, solo il 3.6%, della popolazione mondiale sa nuotare e questo dato, da solo, sarebbe una risposta esauriente al titolo di questa relazione. Nuotare bene e, tuttavia, un’esigenza non solo di tipo sociale, ma anche in ambito sportivo. Infatti, e noto che la prestazione agonistica dipende, in modo semplicistico, dal rapporto tra la potenza (E) dell’atleta ed il Costo energetico (C) che lo stesso deve soddisfare nell’eseguire il suo gesto sportivo (V=E/C) Le statistiche indicano che sono ancora troppo poche le persone in tutto il mondo, ed anche in Italia, che sanno nuotare. Ciò rappresenta un elemento di riflessione se si considera la vastità delle terre bagnate e, di conseguenza, l’eccessivo numero di persone che ancora muoiono per annegamento. Saper nuotare e quindi un’esigenza sociale, che e doveroso soddisfare.
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Nel 1982 due psichiatri hanno condotto delle ricerche che li hanno portati alla conclusione che chi soffre per amore tende a nutrirsi di cioccolato perché in esso si trova feniletilamina, la stessa sostanza chimica che il cervello produce quando ci innamoriamo. Il cioccolato prolunga lo stato di benessere che viviamo quando siamo innamorati.. Secondo altri studiosi adoriamo il cioccolato perché si tratta di un carboidrato che stimola la produzione di insulina nel pancreas, che a sua volta è responsabile dell’aumento di serotonina, il neurotrasmettitore che presiede allo stato di calma.

Però diciamocelo con franchezza.da che mondo è mondo non esiste coppietta che non abbia mai fantasticato su corpi cosparsi di morbide creme cioccolatose e divertenti soluzioni per rimuoverne ogni residuo…il problema è che quando ti trovi a spalmare non stai a pensarci troppo e vai di spatola..e senon stai attento, un’implacabile nausea ti assale dopo due minuti netti di giochini erotico-culinari, e mentre tu vai in cucina a farti un bicchiere di acqua e bicarbonato, l’altro si dirige sconsolato verso la doccia.
Inutile dire che a questo punto, tra mal di stomaco e bagnoschiuma, il patos e l’atmosfera giocosa sono andati a farsi friggere.
Gli osservatori del settore affermano con certezza che esiste un rapporto stretto, quasi conflittuale, tra erotismo e cacao e individuano addirittura due scuole di pensiero: quelli che sostengono che il sesso sia comunque meglio del cioccolato, e quelli che invece prediligono cacao e derivati, senza esitazioni o ripensamenti.
A dire il vero questi ultimi sono in netta superiorità numerica, si riuniscono in associazioni e snocciolano motivazioni tra il serio e il faceto. Una su tutte? Con il cioccolato non hai bisogno di fingere, se non ti piace non c’è problema, nessuno si offende. Per non parlare del fatto che, tutto sommato, quando si parla di tavolette le dimensioni hanno un’importanza relativa e soprattutto non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per spassarsela un po’ con un tazzone di latte e cacao. Sì, tutto vero, ma con il sesso qualche caloria la si brucia, con il cioccolato invece… Un rimedio prezioso per attenuare l’ansia. Ma anche un concentrato di calorie e di grassi da cui i manuali del mangiar sano raccomandano di tenersi alla larga, pena la temuta perdita del controllo del peso.
Le golosità non sono comunque solo in riempitivo alternativo all’amore e al sesso, ma anche un ingrediente che può aiutare a migliorare l’equilibrio di una romantica vita a due.
Se volete approfondire il discorso…..doktorlove

Intanto noi vi aspettiamo per gustare i nostri speciali “accordi cioccolatosi”
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