Ristorante T.A.A.F.

La buona educazione in spiaggia

Agosto 24, 2008 · Lascia un Commento

Ho letto questo articolo  su www.dammele.it, interessante e volevo proporvelo….essere informati è fondamentale

(foto di LUIGI CONTI)

Se ne parla ad ogni stagione, ma il Telefono Blu, in accordo con il sindacato gestori stabilimenti balneari, ha finalmente messo nero su bianco. All’indice tutti i comportamenti “sbracati” che rendono la convivenza coi vicini d’ombrellone in un autentico tormento e trasformano la vacanza agognata in fonte di stress. Un galateo elementare, come sottolineano gli esperti di bon ton, che dovrebbe ridare un po’ di smalto alle nostre spiagge dove spesso mancano riservatezza, discrezione e buon gusto.
Il decalogo della spiaggia politicamente corretta.
1) L’utilizzo delle spiagge, anche se demaniali, è consentito a tutti. I bagnanti hanno il diritto di entrare gratis e raggiungere il mare per la via più breve. Nessuna norma può impedire l’accesso al mare. I gestori possono pretendere il pagamento per i soli servizi, a tariffe trasparenti.
2) Non è vietato fermarsi sulla battigia, ma non si possono piazzare ombrelloni e sedie, o comunque intralciare il passaggio agli altri utenti.
3) Non è consentito portare animali sulla spiaggia e, qualora lo fosse, occorre tenerli al guinzaglio ed evitare che facciano i propri bisogni. I comuni e i gestori devono segnalare le aree pet friendly.
4) La musica a tutto volume arreca disturbo. La radio in spiaggia è “off”.
5) Tuffi, calcio, volley e racchettoni sono attività da evitare tranne che nelle aree attrezzate, dato il rischio di fare male o colpire altri bagnanti.
6) I rifiuti devono essere gettati negli appositi cassonetti o, comunque, portati via. È compito del Comune ripulire le spiagge e, se questo non avviene, occorre fare segnalazione alle associazioni di consumatori e alle aziende di soggiorno.
7) Stelle marine, granchi, sabbia e pesciolini non sono souvenir da portare a casa.
8) Prima di fare il bagno è importante accertarsi che non ci sia alcun segnale di pericolo esposto. Nelle aree balneabili, ogni 100 metri deve esserci un bagnino.
9) Per i servizi come cabina, ombrellone, ristorante ecc. deve essere rilasciata una ricevuta fiscale.
10) Tutti gli stabilimenti devono avere accessi e spazi per i diversamente abili. Qualora ne fossero sprovvisti, segnalarlo alle associazioni di categoria e di consumatori.

Secondo personaggi come Natalia Strozzi, Marina Ripa di Meana e Tiziana Rocca, inoltre, sono da bandire le nudità e le effusioni troppo “appassionate” per un luogo pubblico, il trucco pesante, i profumi, i gioielli, i pasti consumati sotto l’ombrellone, le telefonate fiume e gli sms a raffica, le conversazioni a voce alta, i rimproveri reiterati ai bambini e il ballo, abitudine per altro censurabile anche negli spazi dedicati a questo scopo.

Categorie: lettini · mare · ombrelloni · sole · spiaggia · torvaianca
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