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Post da Luglio 2007

Il Bar dello Sport

Luglio 26, 2007 · Nessun Commento

Chivu-Inter, questione di ore


C’è l’accordo tra Roma e la società nerazzurra: 15 milioni di euro, compresa la comproprietà di Andreolli, valutata 2 milioni e mezzo. In più un’amichevole il cui incasso sarà destinato interamente ai giallorossi. Manca solo l’ok definitivo

Cristian Chivu, 26 anni: ultime ore giallorosse? Tedeschi

Cristian Chivu, 26 anni: ultime ore giallorosse? Tedeschi

ROMA, 25 luglio 2007 - L’accordo c’è. Questione di ore. Sessanta minuti di colloquio tra Massimo Moratti e Rosella Sensi, al termine del quale Cristian Chivu non è ancora ufficialmente un giocatore dell’Inter. Moratti avrebbe offerto 15 milioni di euro, compresa la comproprietà di Andreolli (difensore classe 86), valutata 2 milioni e mezzo. Inoltre nell’accordo raggiunto ci sarebbe un’amichevole contro la Roma il cui incasso sarà destinato interamente ai giallorossi. L’ok ufficiale a questa proposta non è ancora arrivato, e Chivu è a Trigoria con i compagni.

L’INCONTRO - La serata è iniziata con Moratti che, atterrato a Ciampino con un aereo privato, ha dato poche indicazioni sulla trattativa: “È difficile una chiusura in serata a Villa Pacelli, non ci sono grosse novità. Per ora di ufficioso e di ufficiale non c’è niente”. Il presidente nerazzurro è arrivato nella capitale poco prima delle 18, poi si è dileguato nel traffico a bordo di un’auto con autista e lampeggiante. In un appartamento privato ha incontrato Rosella Sensi, un’ora circa di colloquio tra i due, poi Moratti è ripartito alla volta di Ciampino dove verso le 20.30 è decollato per tornare a Milano senza l’ufficialità della chiusura dell’accordo.

ORIZZONTE NERAZZURRO - In giornata l’amministratore delegato dell’Inter si era detto sicuro che la cosa si sarebbe chiusa entro giovedì. “Se l’operazione andrà in porto - ha detto uscendo dalla riunione che si è tenuta in lega - avverrà sicuramente prima della festa degli ottanta anni della Roma”. L’intento infatti era di evitare al difensore l’impatto con una probabile contestazione dei tifosi all’Olimpico, domani sera in occasione delle celebrazioni per l’ottantesimo compleanno del club e del presidente Sensi. Moratti prima di incontrare Rosella Sensi era stato chiaro su alcuni punti: “È difficile che ci sia una chiusura in serata, per ora di ufficiale e ufficioso non c’è nulla”. È probabile però che da domani sera l’orizzonte di Chivu sarà nerazzurro.

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L’Angolo del Sommelier

Luglio 20, 2007 · Nessun Commento


ENOGRAFIA ITALIANA
VENETO


 

Il Veneto ha oggi il primato della maggior produzione di vini DOC, nonostante questa sia appena 1/3 del totale regionale. Questi vini DOC giocano più sulla quantità che sulla qualità, nonostante la controtendenza nazionale. La regione si può riassumere in tre grandi aree:

  • VERONESE a ridosso del Lago Di Garda;
  • SOAVE, COLLI BERICI e COLLI EUGANEI tra Vicenza, Padova e Rovigo;
  • TREVIGIANO e PIAVE al confine con il Friuli.

I vini del Garda veronese risentono dell’influsso del lago poiché il clima è mitigato dalla presenza dell’acqua e sembra di essere in Toscana (presenza di limoni, ulivi, ecc.) invece che a ridosso delle montagne trentine. La provincia di Verona è caratterizzata principalmente dalla DOC BARDOLINO, con tutta una tipologia di vini che ben si sposa con la gastronomia del lago.
Il BARDOLINO SUPERIORE, nonostante la concorrenza di altri vini di pregio e merito, ha ottenuto nel 2001 la DOCG. Il BARDOLINO è prodotto con vitigni tipici di queste zone, ma in particolare sono presenti 3 vitigni autoctoni, in ordine di importanza e di percentuale di uvaggio:

  • CORVINA, che dà struttura con la sua buccia ed è una sorta di cugina del Teroldego e del Lagrein
  • RONDINELLA, dà colore
  • MOLINARA, porta con sé il bagaglio di lieviti necessari alla fermentazione. La principale caratteristica della molinara è infatti la notevole presenza di pruina, ed è analoga per caratteristiche e utilizzo al Pinot Meunier, visto che le sue bacche paiono infarinate.

Spostandoci leggermente ad Est troviamo ancora questi tre vitigni nella DOC VALPOLICELLA: i vini di questa DOC hanno subìto un’altalena di consumi dovuta a caratteristiche che non li vogliono leggeri come il Bardolino né particolarmente strutturati, ma la versione di maggior successo è senza dubbio l’AMARONE DELLA VALPOLICELLA. Questo vino è una sorta di vinificazione prolungata (45-50gg) del RECIOTO (30gg), la versione dolce ottenuta con i vitigni autoctoni del Veronese. Si chiama Recioto perché si utilizzano i lati del grappolo, in veneto «recie», quelli più esposti al sole e quindi più maturi messi ad appassire su graticci (che in zona si chiamano arelle) in locali molto areati. La fermentazione trasforma una quantità maggiore di zuccheri in alcol e da qui si hanno le caratteristiche dell’Amarone che ha sempre un residuo zuccherino ma certamente una nota secca con gradazioni mai al di sotto del 14% fino ad arrivare all’Amarone di Romano Dal Forno del ’95 con un 17,5% naturale.
Come per lo Sfurzat della Valtellina (Lombardia) anche per l’Amarone ci sono state iniziali difficoltà di commercializzazione, a causa della forte gradazione alcolica che ne complica l’abbinamento con le pietanze, tant’è che i produttori hanno anche provveduto ad imbottigliare la versione da 375ml.
Merita una menzione anche il cosiddetto “Valpolicella di Ripasso“. Consiste nel Valpolicella base che verso febbraio-marzo, quando si pigiano le uve dell’Amarone e del Recioto, viene “ripassato” sulle vinacce dei due vini ed estrae il colore e un leggero residuo zuccherino dando una morbidezza ed una bevibilità maggiori. Alcuni produttori riportano la tecnica del ripasso in etichetta, uno fra tutti Masi con il suo Campofiorin che nel 2004 ha festeggiato le 40 vendemmie. Una cosa analoga succede anche in Toscana con il Chianti e quello che viene definito “governo alla Toscana“. Come curiosità va detto che il termine VALPOLICELLA derivi da «poli-cella», cioè «tante cantine», perché anche anticamente c’era molta produzione di vino.
Questa DOC in tutte le sue versioni va anche sotto il nome della valle vicina, la VALPANTENA. Ancora più a Est si arriva alla DOC SOAVE. Oltre al TREBBIANO DI SOAVE, al PINOT BIANCO ed allo CHARDONNAY il vitigno che caratterizza maggiormente la DOC è la GARGANEGA, che ha delle buone capacità (reagisce bene all’uso della barrique) e dà vita a vini interessanti sia nella versione in purezza che inserito in altri uvaggi (es: Pieropan, Inama, Gini,…).
La DOC SOAVE è la DOC bianca italiana più imbottigliata, così come la VALPOLICELLA è la seconda DOC rossa maggiormente esportata, dopo il Chianti. In questo territorio troviamo anche la DOCG RECIOTO DI SOAVE, dove con gli stessi vitigni della DOC si fa un vino bianco passito dolce nella versione Recioto.
Di recente assegnazione è anche la DOCG SOAVE SUPERIORE, sempre con gli stessi vitigni della DOC ma con una gradazione alcolica superiore.
Prima di Vicenza c’è la DOC GAMBELLARA dove si producono il RECIOTO DI GAMBELLARA ed il VIN SANTO DI GAMBELLARA sempre con uva GARGANEGA. La curiosità di Gambellara è che più della metà del paese è occupato e si fonda sull’indotto di un’unica azienda, la Zonin, che produce più di 40 milioni di bottiglie all’anno. La Zonin ha da tempo accresciuto qualitativamente la propria produzione acquisendo altre aziende vinicole nelle migliori regioni d’Italia (Piemonte, Toscana, Sicilia,…).
Più a Nord c’è la DOC BREGANZE intorno a Bassano Del Grappa, legata particolarmente alla produzione del passito dolce TORCOLATO, un vino ottenuto principalmente da grappoli di uva VESPAIOLO che non appassiscono su graticci ma vengono attorcigliate attorno a un palo (da qui la dizione torcolato). Il produttore Maculàn utilizza acini attaccati da muffa nobile per produrre un vino che si chiama Acininobili.
Si arriva poi ai COLLI BERICI a sud di Vicenza con la particolarità del TOCAI ROSSO ed ai COLLI EUGANEI dove si nota l’introduzione dei vitigni internazionali. Tipico di questa zona è anche il MOSCATO FIOR D’ARANCIO nelle versioni spumante e passito, con uva MOSCATO GIALLO, ed il SERPRINO, sinonimo di PROSECCO.
Andando più a nord verso le colline Trevigiane si giunge proprio nella patria del PROSECCO. La DOC prende il nome di CONEGLIANO oppure VALDOBBIADENE oppure CONEGLIANO-VALDOBBIADENE (la modifica alla denominazione è recente, in precedenza insieme al nome della DOC c’era la dizione “PROSECCO DI …”).
Il PROSECCO è un vitigno sul quale si equivoca spesso, in quanto non è né uno spumante né un vino esclusivamente secco. In etichetta troviamo la dizione «Prosecco» poiché nell’uvaggio per legge c’è almeno l’85% di questo vitigno al quale spesso si associa un’uva affine, il VERDISO. Il vino è di facile bevibilità e di assoluto disimpegno, il più delle volte spumantizzato con il metodo Charmat ma si trova anche in versione tranquilla per un consumo locale (alcol 10-10,5%).
La decantazione o scaraffatura è una tradizione veneta dovuta al fatto che il vino subisce una piccola rifermentazione mentre è in bottiglia e il lievito forma le fecce. La locuzione “un’ombra di vino” è tipicamente veneziana perché il vino veniva venduto sui carretti in Piazza S.Marco e i commercianti si spostavano all’interno della piazza per restare all’ombra del campanile.
All’interno di questa doc esiste la SOTTOZONA SUPERIORE DI CARTIZZE, una zona molto più vocata dove esce un prosecco con maggior residuo zuccherino. Qualcuno produce il brut, c’è anche dry ma la versione più diffusa è l’extra-dry. E’ più abboccato rispetto ad un normale prosecco e può essere tranquillamente abbinato ai dolci oppure servito come aperitivo.
Viaggiando verso il confine con il Friuli si incontra la DOC PIAVE, e si delinea la particolarità di zone pianeggianti attraversate dal corso dei fiumi, con terreni con molto scheletro, ciottolosi e drenanti, che facilitano la vitivinicoltura di qualità. Qui sono imperanti i vitigni bordolesi, principalmente CABERNET FRANC e MERLOT, ma è anche molto presente il VERDUZZO.


DOCG
BARDOLINO SUPERIORE
RECIOTO DI SOAVE
SOAVE SUPERIOREDOC (database Ministero Politiche Agricole e Forestali)
ARCOLE
BAGNOLI DI SOPRA o BAGNOLI
BARDOLINO
BIANCO DI CUSTOZA
BREGANZE
COLLI BERICI
COLLI DI CONEGLIANO
COLLI EUGANEI
CONEGLIANO VALDOBBIADENE o CONEGLIANO o VALDOBBIADENE
GAMBELLARA
GARDA
LESSINI DURELLO
LISON PRAMAGGIORE
LUGANA
MONTELLO e COLLI ASOLANI
MERLARA
SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA
SOAVE
VALDADIGE
VALPOLICELLA
PIAVE o VINI DEL PIAVE
VICENZA

 

         


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Brasil on the Beach

Luglio 13, 2007 · 4 Commenti

Il TAAF organizza un evento spettacolare una serata dopo cena totalmente Brasiliana,dove ci sarà la capoeira,buffet di frutta,musica dal vivo, open bar e……beh fate un pò voi!!!! Fate un tuffo al TAAF ragazzi!!!!

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l’ Uomo ed il Mare

Luglio 12, 2007 · Nessun Commento

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Una Domenica al TAAF

Luglio 10, 2007 · 4 Commenti

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l’ Uomo ed il Mare

Luglio 6, 2007 · Nessun Commento

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Il Ricettaafolo

Luglio 6, 2007 · Nessun Commento

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Astice in Bellavista
Secondi di pesce
Ingredienti:
1 astice di circa 1 kg; 6-8 fondi di carciofo; 300 gr. di insalata russa acquistata pronta; 4 uova sode; maionese pronta in tubetto; 1 pizzico di capperi; 250 gr. di riso; 1 cespo di lattuga.Per il court-bouillon: 30 gr. di burro; 1 carota; 2 cipolla; 1 litro di vino bianco secco; 1 litro di acqua; 1 mazzetto di prezzemolo; alloro e timo;sale; pepe in grani.
astice, bellavista, pesce, secondi di pesce

astice, bellavista, pesce, secondi di pesce
Preparazione:

In una grande casseruola fate imbiondire, con il burro, la carota e le cipolle affettate; versatevi il vino e l’acqua, il prezzemolo, alloro e timo, sale e pepe.Fate prendere il bollore, poi immergetevi l’astice (cercando di non rompere le antenne) possibilmente viva, fatela cuocere per 20-25 minuti e lasciatela raffreddare nel brodo di cottura. Intanto fate cuocere i fondi di carciofo, surgelati o in scatola, in acqua bollente salata, scolateli e, quando saranno freddi, riempiteli con l’insalata russa. Tagliate le uova a metà, togliete i tuorli, passateli al setaccio mescolateli con della maionese e con i capperi, poi con questo composto riempite le mezze uova. Fate lessare il riso, scolatelo e disponetelo da un lato su un piatto da portata ovale, formando un incavo al centro, poi copritene tutta la superficie con le foglie di lattuga.Togliete l’astice dall’acqua, appoggiatela con il dorso su un telo e con le forbici tagliatela longitudinalmente dalla coda alla testa.Estraetene delicatamente la polpa tenendola intera, poi tagliatela a fette regolari. Disponete il guscio dell’astice sul piatto da portata con la testa appoggiata sullo zoccolo di riso copritene il dorso con le fette di polpa leggermente sovrapposte e decoratele con maionese, infine sul bordo del piatto alternate i fondi di carciofo, le mezze uova ripiene già preparate, con qualche bella foglia di lattuga.

astice, bellavista, pesce, secondi di pesce
Tempo di cottura: 40′

 

 

 

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Luglio 3, 2007 · Nessun Commento

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Fai un Tuffo al TAAF

Luglio 3, 2007 · 1 Commento

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il Bar dello Sport

Luglio 2, 2007 · Nessun Commento

Genoa, torna Criscito?
Palermo: colpo Jankovic


Il presidente rossoblù Preziosi, che ha ufficializzato la comproprietà del centrocampista Paro, rivela: “Accordo morale se Milito va alla Juventus”. I rosanero acquistano il trequartista serbo dal Maiorca. E il Parma annuncia Reginaldo dalla Fiorentina

Domenico Criscito, 20 anni. Pieranunzi

Domenico Criscito, 20 anni. Pieranunzi

MILANO, 29 giugno 2007 - E’ scatenato, Enrico Preziosi. Se il Genoa da un lato ufficializza l’arrivo dalla Juventus in comproprietà del centrocampista Matteo Paro, dall’altro lancia l’assalto a Criscito. O meglio, spera che i bianconeri prendano Gabri Milito dal Saragozza per far valere quello che il presidente rossoblu ha definito “un accordo morale”.

GIRO DI DIFENSORI - Intervenendo a Radio Radio Tv, Preziosi ha detto: “Il Genoa non è una squadra che possa porsi come obiettivo la semplice salvezza. Dunque, spenderemo 15-20 milioni per arrivare a una classifica più alta. Già per Papa Waigo e Borriello abbiamo fatto degli sforzi, ma non finisce qui”. Uno degli obiettivi, Domenico Criscito, che è rientrato alla Juve dopo il prestito di quest’anno. “Lui può tornare - ha ammesso Preziosi -. Da noi crescerebbe ancora. Se i bianconeri prenderanno Gabri Milito o un altro difensore, diciamo che ci sarebbe un accordo morale”.

PALERMO JANKOVIC - Il Palermo ha acquistato Bosko Jankovic, centrocampista offensivo del Maiorca. Il nazionale serbo, nato a Belgrado il 1 marzo 1984, ha sottoscritto con la società rosanero un contratto quinquennale. Jankovic, centrocampo offensivo, un passato nella Stella Rossa, ha segnato 9 reti nell’ultima Liga, in 28 presenze, miglior marcatore del suo club. Ha giocato da titolare il recente Europeo Under 21 in cui la Serbia (cha ha battuto l’Italia) ha perso in finale contro l’Olanda padrona di casa.

PARMIGIANO REGINALDO - “Manca solo la firma con il giocatore. Comunque l’affare è fatto”. A parlare, Tommaso Ghirardi, presidente del Parma. Il giocatore a cui si riferisce è il brasiliano Reginaldo. L’attaccante diventa così il secondo acquisto degli emiliani dopo Falcone. Ghirardi smentisce che con la Fiorentina, nell’operazione, si sia parlato anche di Cigarini e Dessena: “Restano con noi, sono incedibili”.

AMELIA, PROBLEMI D’INGAGGIO - Più Lazio che Livorno o Palermo. E’ sempre più delineato il destino di Marco Amelia. Il portiere campione del mondo ha parlato a Radio Radio: “Se mi diranno di restare a Livorno lo farò volentieri, certo non farò quel salto che volevo fare ma ormai sono lì da sei anni. Il problema è l’ingaggio? Non credo ci siano problemi per Lotito”.

BENT DA RECORD - In B, bel colpo del Mantova che porta a casa Dario Passoni, metronomo del Livorno. In Inghilterra, invece, fa scalpore l’acquisto da parte del Tottenham di Darren Bent, bomber del neo-retrocesso Charlton. Gli Spurs per portarsi a casa l’attaccante hanno speso ben 16,5 milioni di sterline (25 mln di euro), pagabili in tre anni. E’ il giocatore più costoso nella storia del club di White Hart Lane.

CHIMENTI ALL’UDINESE - Antonio Chimenti, di 37 anni, già secondo di Buffon e lo scorso anno a Cagliari, è dell’Udinese. Dovrebbe essere il successore di De Sanctis, destinato alla Liga spagnola.

COPPOLA ALL’ATALANTA - L’Atalanta ha preso in prestito dal Milan Ferdinando Coppola. Nell’ultima stagione il portiere napoletano ha giocato con il Piacenza in serie B.

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